[TN] – Gazzetta e il paragone Sarri-Sacchi: “Il genio dei non-giocatori, evoluzione di una filosofia rivoluzionaria”
Maurizio Sarri e Arrigo Sacchi sono due allenatori che vengono spesso paragonati. D'altronde, l'attuale allenatore del Napoli ha sempre detto di ispirarsi in parte al calcio totale dell'ex Milan. Paolo Condò ne ha parlato nel suo editoriale per La Gazzetta dello Sport: "Il Milan di allora e il Napoli di oggi sono squadre diverse – trent’anni non passano invano – e ha ragione chi vede nel ciclo catalano di Pep un punto di riferimento tattico più vicino. Ma senza il sacchismo oggi non esisterebbe il sarrismo, l’evoluzione della specie di una filosofia rivoluzionaria: il calcio come intelligenza collettiva – l’ha ben scritto Sandro Modeo – una squadra che si muove in base a connessioni memorizzate, come un branco di pesci o uno stormo di uccelli. L’aspetto più curioso, probabilmente rivelatore, è il fatto che principi di gioco così complessi, e così bisognosi di un apprendimento lungo e distante dalla tradizione, siano stati sviluppati in Italia da allenatori privi di un passato importante da calciatore. Altrove è stato diverso, e basterà citare appunto Guardiola, o a maggior ragione Johan Cruijff, che nella combinata giocatore-allenatore può essere considerato la più grande figura calcistica della storia. In Italia, invece, ci sono voluti due uomini venuti dal nulla. Sia Sacchi che Sarri hanno giocato soltanto a livello dilettantistico, ed entrambi sono arrivati all’allenamento passando per altri mestieri: il primo vendeva scarpe per l’azienda del padre, il secondo lavorava in banca. Nell’arco dei trent’anni che separano le loro esperienze, abbiamo assistito ai cicli vincenti di Capello, Lippi, Ancelotti, Mancini, Conte e adesso Allegri, tutti con un passato da grandi o almeno buoni giocatori, e portatori di disegni tattici diversissimi fra loro, ma comunque distanti da quelli dei due eretici. Persino Ancelotti, che pure di Sacchi fu il vice in Nazionale. Ne consegue che il calcio diverso dalla nostra cultura non sia applicabile da chi l’ha giocato – che infatti cita sempre la qualità dei giocatori come elemento risolutivo delle partite – ma solo da chi l’ha studiato da fuori. A patto di possedere il carisma necessario per imporlo a uno spogliatoio".
fonte: tuttonapoli.it (Gazzetta e il paragone Sarri-Sacchi: “Il genio dei non-giocatori, evoluzione di una filosofia rivoluzionaria”)