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[CN26] – Corbo a Repubblica: Benevento corpo estraneo alla categoria. La Lega si sbrighi…

31 Ottobre 2017 11:10 Di redazione
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Antonio Corbo, collega napoletano, ha dedicato lo spazio editoriale, sulle righe di Repubblica, sul dramma sportivo che vede protagonista il Benevento, ancora a secco di punti dopo 11 giornate:”L’ultimo insulto al Benevento deriva dalla puerile fantasia del calcio di una volta. Definisce i suoi giocatori “Streghe”. Sono passati oltre mezzo secolo e undici sconfitte nel primo campionato di A, troppo per non archiviare subito l’immagine, non diverte e non regge neanche nei giorni di Halloween. L’unica squadra ancora senza punti non ha purtroppo finito di perdere e stupire. È attesa domenica a Torino dai campioni d’Italia, sarà curioso leggere le quote. Quanto vale la vittoria della Juve? Se non rende nulla, proprio nulla, quale messaggio trasmette il campionato alla Lega che si ostina a confermare l’insostenibile formula della serie A a 20? La stessa Lega è scombinata, tra anarchia e risse, ancora senza presidente, una babele che si aggrappa a un commissario, a sua volta anche presidente della Federcalcio. Che confusione. Nessuno si sorprende se il calcio italiano, con i suoi quattro titoli vinti, rischia l’esclusione dai prossimi mondiali. Ma ha rinnovato il contratto Ventura, allenatore che in un club sarebbe già fuori. Non tutti, perché il Benevento è diventato il paradigma di tutti gli errori possibili. C’era da offrire alla piazza due capri espiatori e dalla barca bucata il presidente Vigorito ha buttato a mare allenatore e direttore sportivo, senza sostituire il secondo, tanto sa fare tutto lui. Dovrà ammettere presunzione e calcoli sbagliati dopo lo strepitoso salto, in due anni, dalla Lega Pro alla serie A. A Vigorito potevano essere utili i buoni esempi di altri presidenti di piccole società del Sud. Nella vicina Avellino Antonio Sibilia ha tenuto la sua per dieci anni in serie A, Nicola Ceravolo il Catanzaro, Costantino Rozzi l’Ascoli, Franco Jurlano il Lecce. Erano uomini di calcio, quindi prudenti e umili. Con cultura di impresa e rischio. Il Benevento cede proprio nel suo punto forte. Se il calcio premia i manager, Vigorito è un abile imprenditore. Pale eoliche, alberghi, lidi balneari, farmacie e la semi-proprietà del centro sportivo della Loggetta a Napoli. Fattura attorno ai 100 milioni, è molto ma non abbastanza per essere un mecenate post datato della serie A. Si è presentato come chi si astiene a ogni giro di poker. Niente acquisti, niente legami con un club per ottenere prestiti di giovani in carriera, ancora meno piccoli investimenti su giocatori da lanciare e rivalutare, come l’Udinese insegna. Un socio? Neanche a parlarne.Non c’è intervista senza riferimenti ai politici. A Mastella, in particolare. Ma che si aspetta un club privato da un ente pubblico in affanno come tutti i comuni italiani? Spiace per i tifosi, precipitano dalla festa all’ultimo posto della serie A. Mai fidarsi delle “Streghe””.REDAZIONE

fonte: calcionapoli1926.it (Corbo a Repubblica: Benevento corpo estraneo alla categoria. La Lega si sbrighi…)

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