Botti: “Museo San Paolo, pronto a dare cimeli di Diego. Il Napoli metta coppe e scudetti!”
Claudio Botti è tra gli ispiratori del Te Diegum, oltre che un gran tifoso del Napoli. E l’avvocato penalista coglie al volo l’idea del museo del club azzurro previsto all’interno del San Paolo. Ecco quanto riporta l’edizione odierna del Corriere del Mezzogiorno: «Sono pronto — dice — a mettere a disposizione i cimeli che ho, come il libro delle firme che i giocatori del Napoli sottoscrissero quando inaugurammo il Te Diegum».
Come lei, potrebbero esserci tanti collezionisti pronti a mettere disposizione cimeli. «Che dubbio c’è? Solo io ne conosco tantissimi. E ce ne sarebbero a centinaia da tutto il mondo ben lieti di mettere a disposizione le cose che conservano. Si accontenterebbero solo che venisse indicata la fonte, in modo da sentirsi parte di una progetto, di una storia, di una leggenda come il San Paolo».
E il Napoli? «Beh, il Napoli più di tutti potrebbe e dovrebbe mettere a disposizione della città i cimeli che conserva. Come accade allo stadio di Barcellona e del Boca Juniors, solo per fare un paio di esempi che ho avuto
modo di visitare».
Di cimeli, il club ne avrebbe tanti: la coppa Uefa, le Coppe Italia e così via. «Esatto. Peraltro, non occorre molto per fare un museo o una galleria. Basta magari un’area nella quale proiettare, che so, le immagini più significative, oltre che esporre i cimeli. E non solo le magliette».
In ogni caso, finalmente si ristruttura il San Paolo. «Penso che l’unica ragione per cui i tifosi auspicano che venga ristrutturato il San Paolo è solo per una ragione di memoria e di affetto, non c’è altro motivo. A parte l’ubicazione, perché il San Paolo è servito benissimo. Ecco perché il museo avrebbe un senso in modo da non riservare lo stadio solo ai giocatori, agli arbitri e alle squadre, ma farne un attrattore turistico per la città anche. E sarebbe un successo, non ho dubbi».
A suo avviso l’ingresso dovrebbe essere gratis o a pagamento? «A pagamento, ovvio. Come tutti i musei».
E l’incasso a chi dovrebbe andare? Al Napoli o al Comune di Napoli? «A chi gestisce la struttura. Oppure si potrebbe fare come con la Grotta azzurra a Capri, col Comune che incassa una percentuale e il gestore tutto il resto. E se fosse il Napoli a gestirlo, sarebbe naturale».