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[AN] – Cucci: “Allegri, il bullismo lasciamolo ai social: i bambini ci guardano ancora”

1 Dicembre 2017 10:11 Di redazione
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Il giornalista Italo Cucci, nel suo editoriale per QS, si è soffermato sulla partita di questa sera tra il Napoli e la Juventus, match che si disputerà allo stadio San Paolo: “Vista la risposta di Allegri allo scoop di Dagospia sulla rissa nello spogliatoio juventino (‘Magari! A volte servirebbe…’) stupisce che la Juve stia passando un brutto momento: se è vero che una bella rissa fa buon sangue e fa bene al calcio, dovrebbe in realtà godere ottima salute. Perchè in casa della Signora – talvolta pronta a recitare ruoli più popolari – lo spogliatoio è diventato una sorta di londinese Speaker’s Corner dove ognuno può dire quel che vuole, quando vuole e come vuole. Ai tempi di Conte ci pensava Vidal a fare casino – notte e dì – e fu spedito in Germania; poi ci s’è messo Pogba, guarda un po’ anche lui ceduto. Finchè a Cardiff – finale Champions – niente solisti ma un tutti contro tutti”Lo stile di questi svaghi disinvolti è all’incirca quello che costrinse Ventura a subire una rivoluzione dialettica che lo esautorò prima di Italia-Svezia. Allegri, già costretto a smentire o a far smentire altre chiacchiere – come quella sulla Samp “scansata” all’andata (ma feroce al ritorno) – s’è buttato sull’ironia finendo, in realtà, per elogiare la rissa e i rissosi proprio nel momento in cui si chiedono al calcio ben altri esempi”. “Proprio quando l’Uefa – ricorda Cucci – raccomanda “Respect”. Proprio quando parevano digerite certe scostumatezze di altre dimenticabili stagioni. Proprio quando Buffon è incerto fra continuare a fare il senatore sul campo o a Palazzo Madama. Ma io credo di sapere dove nasce il disinvolto “menatevi pure” di Allegri: l’allievo birbantello di Galeone – quello buono era Gasperini – ha certo ripensato alla leggendaria Lazio di Maestrelli, passata alla storia per aver vinto un magnifico scudetto nonostante i numerosi casi di Spogliatoi Proibiti. Giocatori divisi da rivalità di ogni genere ma pronti a farsi commando vittorioso; bambinescamente esaltati da armi-giocattolo, armi vere o giocattoli armati ; pronti dunque a passar dalla metafora alla pratica. Finchè uno di loro, il più innocente, il più bello, il più allegro – Luciano Re Cecconi – giocando da bandito finì ammazzato. Il mondo è cambiato, caro Allegri, non si può più scherzare col fuoco, e quel giocar focoso di un Sivori, le zuccate di Del Sol a Perani, le gomitate di Riva a Morini, le gesta di Pasquale Bruno, gli ammutinamenti del Milan, le sbandate di Law e Becker, le baraonde bolognesi, i balletti napoletani di Maradona, le notti bianche di Ronaldo, le danze e i sospiri dell’Hollywood: tutto è cambiato o dovrebbe essere cambiato. Rissa vuol dire spesso bullismo, i bulli lasciamoli ai social, gli scontenti vendiamoli a gennaio. Ricordo un titolo che piaceva tanto a Caminiti, l’antico poeta juventino: “I bambini ci guardano”. Ci guardano ancora, Mister”.

fonte: areanapoli.it (Cucci: “Allegri, il bullismo lasciamolo ai social: i bambini ci guardano ancora”)

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