[TN] – Il gol è scomparso: ora è allarme in attacco
Inter, Chievo e ora anche Fiorentina. Terzo pareggio in campionato per il Napoli, anzi terzo 0-0 in poco più di un mese che conferma le difficoltà di una squadra che ha smesso di aggrapparsi alla fertilità del proprio attacco. Non brilla più, il Napoli, smarritosi in una condizione di appannamento complessiva degli interpreti offensivi. Manca il gol e pure le occasioni nitide del passato. Ieri la squadra è apparsa in ripresa, sono diversi i rimpianti (il palo di Zielinski, il tiro di Hamsik, l’errore di Mertens a tu per tu con Sportiello), però restano i numeri e la rete che manca è un segnale, un altro campanello che va ad aggiungersi ad altri. MOMENTI. Il Napoli non vince da tre partite, non accadeva da oltre un anno, quando tutto era diverso. Era il Napoli del primissimo “dopo Milik”, orfano di certezze in attacco prima che Mertens esplodesse da prima punta. Da allora è iniziato un momento magico che s’è interrotto subito dopo l’infortunio di Ghoulam contro il Manchester City: caso, coincidenza o contraccolpo psicologico negativo dopo aver già reagito al secondo infortunio di Milik. Dopo quella partita l’unico sorriso intenso è arrivato in Champions contro lo Shakhtar (3-0), mentre in campionato gli ultimi risultati sono sorprendenti, vanno analizzati approfonditamente, possono avere diverse chiavi di lettura. ASTINENZA. Un solo gol (su rigore con l’Udinese) nelle ultime tre partite di Serie A, nessuno in centottanta minuti tra Juventus e Fiorentina al San Paolo. Col Milan, il 18 novembre scorso, l’ultimo gara con almeno due gol all’attivo, col Sassuolo, il 29 ottobre, l’ultimo tris di una squadra che, fino a qualche settimana fa, era abituata alle goleade, correva spedita – statisticamente – verso il sorpasso al suo precedente record di reti (115) relativo alla scorsa stagione. Non è più il solito Napoli, lo ha confermato anche Sarri. “Un tempo di gioco in più” il dettaglio che sta facendo la differenza, che permette agli avversari di sistemarsi dietro e priva gli azzurri dell’imprevedibilità alla base di ogni tentativo. FLESSIONE. Coinvolge tutti, nessuno escluso. Ad essa si aggiunge l’assenza di Insigne, l’uomo più in forma dell’attacco, out nelle ultime due partite. Gli attaccanti si sono fermati, non segnano più: sia Mertens che Callejon hanno esultato col Sassuolo e poi si sono fermati, protagonisti di un’involuzione che condiziona entrambi, che li lega in movimenti classici oggi difficili da costruire. Hamsik è fermo al gol col Cagliari del 1 ottobre mentre Ounas e Giaccherini, riserve escluse dalle rotazioni generali, non sono mai riusciti ad incidere, avendo giocato decisamente poco rispetto agli altri. Sono numeri, statistiche, dati ai quali affiancare anche altre considerazioni: un momento negativo capita a tutti, arriva e poi va via. Sarà così anche stavolta, tornerà a correre il Napoli e a divertire i propri tifosi. A segnare, ad esultare coi suoi interpreti classici, a stupirsi per la bellezza del suo gioco. Servirà pazienza e anche una bussola per non smarrirsi tra le critiche che arriveranno.
fonte: tuttonapoli.it (Il gol è scomparso: ora è allarme in attacco)