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[TN] – L’Angolo Sarrista – Sarri vs Giampaolo, due strateghi a confronto: decisivo il pressing degli azzurri

24 Dicembre 2017 17:10 Di redazione
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Finalmente una squadra che viene al San Paolo a giocarsela a viso aperto senza ricorrere ad intricati blocchi centrali e atteggiamenti rinunciatari. La gara di ieri rappresenta un perfetto esempio di come il calcio italiano stia lentamente provando ad avvicinarsi ad una dimensione più europea lasciandosi alle spalle una mentalità retriva ed incapace di portare a risultati a lungo termine. Napoli e Sampdoria hanno offerto uno splendido spettacolo prenatalizio, e non è un caso che sulle rispettive panchine sedevano due dei migliori allenatori sulla piazza.

Se volessimo individuare l’aspetto che ha permesso al Napoli di agguantare questa vittoria preziosissima senza dubbio opteremmo per il pressing: alto, intenso e ben organizzato. Un’arma condivisa anche dai liguri, Giampaolo infatti ha coraggiosamente spinto i suoi ad andare a prendere le primarie fonti di gioco azzurre, i due centrali di difesa, tuttavia le distinte doti tecniche di Albiol e Koulibaly hanno consentito al Napoli di scavalcare con frequenza la prima linea di pressione doriana, costringendo la Samp ad arretrare il proprio baricentro e ad attestarsi più o meno all’altezza della linea di metà campo.

Il pressing doriano restava comunque intenso. Come potete vedere dall’immagine entrambi gli attaccanti Caprari e Quagliarella salgono sui centrali azzurri mentre il trequartista Ramirez si occupa del playmaker Jorginho. I tre centrocampisti marcano invece a zona cercando di tagliare più linee di passaggio possibili, mentre la linea di difesa si alza per mantenere la squadra corta. Il Napoli in compenso, non dovendo fare i conti con la solita forte densità centrale, ha potuto disporsi nel modo che più predilige: Rui si è slanciato in avanti con frequenza stile Ghoulam in modo da formare il classico triangolo a sinistra con Insigne e Hamsik, Allan centralmente si abbassava a costituire un appoggio facile sostituendosi al marcato Jorginho, mentre Mertens (non inquadrato nella foto) si faceva vedere tra le linee.

Il Napoli in pratica ha incontrato più spazi del solito e le grandi abilità tecniche dell’intero collettivo hanno permesso agli azzurri di eludere il pressing doriano e realizzare il 70% del proprio possesso nella metà campo avversaria. Nel momento però in cui gli uomini di Sarri con azioni manovrate si avvicinavano minacciosamente alla porta difesa da Viviano finivano per scontrarsi con l’encomiabile organizzazione tattica della squadra di Giampaolo.

In quest’azione possiamo constatare come la fase difensiva predicata dal tecnico dei liguri sia decisamente affine a quella di Sarri. La palla arriva sull’esterno ad Insigne, il terzino di competenza Bereszynski esce sul pallone, i restanti tre difensori corrono invece verso la porta, restando piuttosto compatti, immediatamente seguiti dai centrocampisti in modo da formare due linee compatte e prevenire i dialoghi nello stretto dei “piccoletti”. Torreira infatti si schiaccia subito verso Mertens, Barreto va a raddoppiare su Insigne, Praet segue con la coda dell’occhio il puntuale inserimento di Allan mentre accorre a dare una mano a Strinic.

Il terzino croato è apparso piuttosto in difficoltà. Per quanto conoscesse l’inclinazione naturale del suo ex compagno Callejon a tagliare sul secondo palo, la Samp ha più volte rischiato di capitolare da quel lato. Tuttavia, se escludiamo il terzo gol di Hamsik, che ha coronato una classica azione da manuale (palla di Jorginho tra le linee per Mertens, e belga che premia il puntuale inserimento di Allan), le prime due reti sono scaturite dall’ottimo pressing azzurro.

L’obiettivo del Napoli era sostanzialmente quello di costringere la Samp ad impostare con i suoi giocatori meno tecnici (i due centrali e Barreto) con una pressione efficiente orientata in modo da escludere il regista Torreira ed il suo vice Praet.

La Samp prova ad uscire dal basso palla al piede. Mertens chiude la linea di passaggio per Praet e lascia campo a Silvestre, il quale inizialmente pensa al passaggio lungo per Strinic ma poi desiste in virtù della posizione larga di Callejon, pronto ad intercettarlo. Allan ed Hamsik nel frattempo stringono in modo da ingabbiare il folletto Torreira. Silvestre cincischia, non ha opzioni facili e vorrebbe evitare l’ennesimo sterile ping pong con il terzino, Hamsik sale su di lui in pressione ed il difensore è costretto a forzare la giocata. Tra le linee si fa vedere l’altra mezzala Barreto, ma Insigne, posizionato in maniera eccellente, è lesto ad intercettare il pallone innescando un contropiede pericolosissimo.

Nell’ultima mezz’ora poi l’espulsione di Mario Rui ha condizionato inevitabilmente il resto della gara, terminata con statistiche piuttosto insolite (44%/56% il possesso in favore della Samp, 489/610 i passaggi totali), ma la grande organizzazione difensiva ha permesso al Napoli di controllare il vantaggio acquisito e difendere il primo posto.

Chiudiamo con due menzioni d’onore. Per quanto riguarda Marek Hamsik ci limitiamo a rimarcare il numero 116 in quanto nei prossimi giorni non mancheremo di tributargli i giusti onori, mentre sul nostro uomo quattro polmoni non ci si sofferma mai abbastanza. Ieri Allan è stato semplicemente illegale. Con 11.6 km totali è stato il principale maratoneta azzurro, e i 7 palloni recuperati testimoniano il suo imprescindibile apporto in fase difensiva. Ci fa piacere inoltre constatare come lo stesso Sarri nel post gara abbia messo in luce aspetti che rimarchiamo da mesi: la straordinaria consapevolezza nei propri mezzi raggiunta e l’ormai distinta tecnica individuale acquisita, qualità che rendono Allan un vero e proprio tuttocampista.

 

fonte: tuttonapoli.it (L’Angolo Sarrista – Sarri vs Giampaolo, due strateghi a confronto: decisivo il pressing degli azzurri)

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