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[TN] – LIVE – Spalletti in conferenza: “Napoli arrabbiato, noi di più. Azzurri esempio per il nostro calcio”

10 Marzo 2018 17:10 Di redazione
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In attesa di sapere quando si recupererà il derby, l'Inter torna in campo domani  sera in una partita delicata contro il Napoli al Meazza. Alla vigilia, la consueta conferenza stampa di Luciano Spalletti al Suning Training Centre. FcInterNews.it è sul posto e riporta le parole dell'allenatore nerazzurro.

Come si riparte dopo quanto accaduto domenica scorsa?

"Intanto scusate il ritardo, stavamo lavorando con la squadra. E' chiaro che cose come quella che è successa domenica ti rimangono addosso, perché siamo molto più legati di quanto si veda da fuori. Molto più amici e in contatto di quanto sembri. In questo caso, come ho detto ieri, Astori era un capitano del calcio e non solo della Fiorentina. Ci lascia in eredità l'esempio di come la lealtà renda più sottile il confine dell'essere avversari. Tutti lo salutavano quando lo incontravano. E' una cosa che ti lascia il segno e sarà un segno infinito".

Cosa servirà per fare meglio del Napoli, che arriverà arrabbiato?

"Loro arrivano arrabbiati dopo un passo falso, noi dopo qualcuno di più, per cui la nostra dovrebbe essere superiore. Bisognerà essere quasi perfetti perché la squadra di Sarri e la sua idea di calcio potrebbero dare spunti a chi dovrà decidere su quali concetti ripartire con il nostro calcio. Spesso si fanno paragoni con il calcio in televisione ma ci sono esempi da cui prendere spunti e uno di questi è il Napoli".

In molti hanno richiamato il gruppo a dare qualcosa in più e capire cos'è l'Inter.

"Lo escludo, è quasi il contrario. Qui si percepisce il dovere di costruire un futuro sulle basi gettate da chi c'era ieri sera alla festa. Non c'è più spazio per le banali reazioni individuali in questo spogliatoio. Lo hanno avvertito anche ieri con l'organizzazione della festa che si è consumata ieri. La dimensione, l'importanza di cosa voglia dire far parte dell'Inter. Per cui sicuramente la voglia di essere in linea con quella che è la storia passata di questo club è totale".

Come stanno Borja Valero e Vecino, dopo quanto successo con Astori?

"Ce ne sono molti altri che avevano un legame particolare. Se si dice di giocare, si deve giocare. Se ho preso qualcosa da quella persona è perché mi piaceva il suo modo di fare e quindi devo riportare il suo messaggio in campo. E come si è detto finora erano comportamenti di quelli più belli, che ci vogliono nel nostro sport".

Domani la gara rischia di essere uno spartiacque.

"Si è già detto nelle partite precedenti, perché la classifica si è accorciata soprattutto per la quarta posizione. Si è sempre legati ad altri risultati, ma per noi il modo di ragionare giusto è pensare che sia una partita fondamentale per il nostro successo finale e abbiamo vissuto così anche alcune di quelle passate. Questa ha un valore ancora più importante, proprio perché non si è riusciti a vincere in altre gare precedenti. Da qui a fine campionato, abbiamo sette gare fuori casa su dodici. Non possiamo gestire niente, dobbiamo vincere le partite. Anche se dentro una gara non ci riuscisse di gestire la gara per larghi tratti, nei restanti momenti devi finire il disegno che hai in testa: fare gol e vincere".

Si aspetta qualche gol pesante dal centrocampo?

"Me li aspetto da parte di tutti perché non c'è un limite alla possibilità di fare gol. E' una qualità che hanno tutti i calciatori, soprattutto nel gioco moderno con tanti cambi di fronte. Ce lo aspettiamo da tutti".

Il centrocampo è un reparto chiave. Borja Valero e Rafinha sono pronti per giocare dal 1'?

"Borja ha avuto qualche problema, si sta allenando bene ma va valutato il minutaggio. Rafinha è in crescita costante, riesce sempre di più a svluppare le sue qualità di rapidità e tecnica e di conseguenza siamo contenti. Lui stesso vede che migliora, riesce a proporre il suo calcio per un minutaggio superiore di volta in volta. Questo ci fa ben sperare per averlo a disposizione totalmente, non solo in alcuni momenti".

Parlando di Napoli, hai candidato Sarri o la sua filosofia alla panchina dell'Italia?

"Bisogna stare attenti ora. Io lo candido ad essere un allenatore che ha fatto vedere un calcio importante, fatto di ricerca. Il suo calcio è quello che ha ricevuto più consensi di tutti anche dagli allenatori europei, da parte di chiunque lo abbia analizzato".

Tutti conoscono modulo e gioco del Napoli, ma è difficile fermarlo. Chi toglieresti dei tre davanti?

"Secondo me loro sono fortissimi davanti. Hanno velocità, palleggio, tecnica, gol. Sono tre attaccanti che vedono la porta e hanno personalità di fare scelte importanti. Ma anch'io sono messo bene soprattutto nel settore offensivo perché anche noi abbiamo fatto buoni numeri quasi con tutti i calciatori davanti. Non me la sento di andare a pensare che qualcuno del Napoli sia meglio dei miei, sono forti uguali. Loro hanno caratteristica di velocità e tecnica. Giocano tra le linee, ti puntano".

Avete sempre fatto bene negli scontri diretti. Cosa ci mettete in più?

"Non ci mettiamo nulla di più, le intenzioni sono sempre state le stesse. Probabilmente sentendosi sotto schiaffo i giocatori prendono più responsabilità e conoscenza di quel che serve a questi livelli. Non dovrebbe succedere ma involontariamente succede. Anche i calciatori che hanno giocato in altri club in cui sono abituati a vincere ti rispondono allo stesso modo. Può succedere. Sempre non riconoscendolo perché le intenzioni dei calciatori mi sembrano sempre molto sane".

Il fatto di non aver giocato in questa sosta "forzata" vi avvantaggia o svantaggia?

"Non cambia assolutamente niente".

fonte: tuttonapoli.it (LIVE – Spalletti in conferenza: “Napoli arrabbiato, noi di più. Azzurri esempio per il nostro calcio”)

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