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Processo sportivo per Agnelli, decisione di Tavecchio: tutto rinviato dopo l’estate

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27 Maggio 2017 11:30 Di redazione
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A Roma il processo sportivo slitta. Tutto rinviato a dopo l’estate. Come evidenzia l’edizione odierna di Tuttosport, una scelta che ha visto ieri prevalere la logica di buonsenso nel processo alla Juventus e ad Agnelli per la vendita dei biglietti e le presunte connessioni con il mondo ultrà. Ci sono volute due ore di confronto tra i legali delle parti deferite, Chiappero e Coppi per Agnelli, Cantamessa per Calvo, Turco per D’Angelo e Merulla, e la procura federale coordinata dal pm Giuseppe Pecoraro. Alla fine è passata quella che in ambiente Figc definiscono “logica di sistema”.

Già, perché andare a Cardiff con il peso di una sentenza sul groppone sarebbe stato autolesionistico per tutti. Pure per la Federcalcio, che con la Juve sta riscoprendo il sapore della vittoria anche al di là delle Alpi: «Andare a giocare la finale Champions con un provvedimento diverso sarebbe stata una situazione particolare», ha ammesso Tavecchio. Logico che la stessa procura abbia dato l’ok, a cominciare dal dialogo iniziato su un patteggiamento che difficilmente andrà in porto: troppo distanti le parti visto che la Juventus prenderebbe in considerazione solo un’ammenda (ormai è acclarato che non ci sono stati contatti diretti con associazioni malavitose).

Pecoraro invece vorrebbe usare la mano pesante: per le future richieste di sanzione si parla addirittura di anni (1 o 2) al presidente bianconero, con il rischio anche di gare a porte chiuse. Ma siccome c’è pure il rischio di sconto (se non proprio assoluzione) da parte del Tribunale federale nazionale, meglio riparlarne dopo l’estate.

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