Borriello: “Mio padre ucciso dalla camorra quando avevo 11 anni”
Oggi centrocampista del Cagliari, Marco Borriello, ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano Libero, in cui si racconta come calciatore ma anche come uomo. Un racconto lungo, che dall’infanzia ripercorre tutte le tappe più importanti della sua vita e carriera di calciatore. È stata proprio la passione per questo sport a portarlo via da Napoli: a soli 11 anni una tragedia ha segnato per sempre la sua vita.
“Mio padre viene ucciso dalla camorra, avevo 11 anni. Vengo su coi miei due fratelli. E mia madre che faceva tutto, anche da papà. Mia madre credeva che nel mio quartiere non potessi essere tranquillo“. E così a 14 anni si trasferisce in Emilia Romagna, a Lugo. Qui lo scopre Baresi che, intuendone il talento, lo porta con sé tra gli allievi nazionali del Milan a Lambrate, al Sacro cuore. Da quel momento ha inizio la sua carriera di professionista che lo ha portato a giocare per molte squadre nazionali ed anche in Champions.
Borriello ha avuto più volte la volontà di reinventarsi come calciatore, approdando in varie squadre della serie A, oggi milita nel Cagliari. Sebbene le critiche, che gli sono state rivolte in questi ultimi anni, per essere diventato un personaggio piuttosto che un giocatore affermato, Marco continua la sua carriera di attaccante non dimenticando le origini, che lo legano alla città di Napoli.