[AN] – I tifosi del Napoli contestano la stampa: il gesto di Sarri e l’onestà del turpiloquio
I tifosi del Napoli, in particolare quelli della Curva B, si sono schierati apertamente dalla parte di Sarri che è stato criticato aspramente da tanti organi di informazione per le parole rivolte alla giornalista Titti Improta: “Non ti mando a fan… perchè sei donna e sei carina”. Il mister toscano, che si è prontamente scusato dicendo che era comunque solo una battuta, ha sottolineato di essere stato trattato come il “mostro di Firenze”. I supporters partenopei hanno esposto ieri striscioni eloquenti: “Siamo tutti Sarri” con tanto di cori contro la stampa.
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Il tecnico degli azzurri, all’ingresso in campo li ha ringraziati con chiari gesti di riconoscenza. Evidentemente, al di là della forma, i tifosi gli hanno riconosciuto la grande onestà intellettuale. E, in tal senso, torna alla mente un articolo di Vittorio Sgarbi il quale ha ricordato grandi personaggi che del turpiloquio hanno fatto grande uso dialettico.
«Sgarbi verrà ricordato come un signore che dice parolacce in televisione». Dice qualcuno. Ma dovrò spiegare a questi ignoranti – scrive Sgarbi – che le parolacce, da Joyce, a Céline, a Pasolini, a Carmelo Bene, sono patrimonio della letteratura contemporanea e indicano, come hanno osservato alcuni psicologi recentemente, una tendenza all’onestà di chi le pronuncia: «Volgarità fa rima con sincerità». Sul Corriere del 23 gennaio 2017 si legge che «Il turpiloquio ha una carica simbolica che rende più forti le parole». Enrico Franceschini su Repubblica scrive: «La scienza sdogana le parolacce: sono la lingua della vita un mezzo per resistere al dolore e all’incipiente demenza senile». Quella che rischia di colpire chi non le dice.
fonte: areanapoli.it (I tifosi del Napoli contestano la stampa: il gesto di Sarri e l’onestà del turpiloquio)