[AN] – Quando il Napoli snobbò la Coppa Uefa per trionfare sui campioni del mondo. Memoria corta!
Uno degli aforismi, una delle riflessioni che più adoro nella storia del pensiero umano, è quella del grande filosofo e storico napoletano, Giambattista Vico: chi non conosce i famosi “corsi e ricorsi storici”? I corsi ed i ricorsi storici rappresentano il percorso dell’umanità che passa dal senso alla fantasia e alla ragione e poi, corrompendosi, ricade in basso in quello stato selvaggio dal quale riprende di nuovo il processo ascensivo ed iniziare il ricorso della civiltà. Vico ritrova questo concetto soprattutto nella storia dei Greci e dei Romani. La cito spesso negli eventi che scuotono il mondo e la applico anche al calcio, perché come dice il maestro Arrigo Sacchi, “il calcio è la cosa più importante delle cose meno importanti”.
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L’eliminazione del Napoli, anzi la scelta, inconscia, di andarsene fuori dall’ Europa League mi ha ricordato l’eliminazione nella Uefa dell’89-90. Anche allora destò molte polemiche la “decisione”, inconscia anche quella, di uscire agli ottavi contro il Werder Brema: un pesante passivo tra andata e ritorno di otto a tre per i tedeschi, con Karl Heinz Riedle che fece ammattire i campioni della competizione e futuri campioni d’Italia. Del resto quel Napoli fortissimo ma probabilmente, e lo dimostra l’annata successiva, a fine ciclo, non aveva la rosa per competere su più fronti come invece era possibile alla grande rivale di quegli anni, il Milan (campione del mondo) di Sacchi appunto. Gli uomini di Bigon allora, come quelli di Sarri oggi, a febbraio si trovarono fuori da tutte le coppe, con il Milan che aveva spazzato via gli Azzurri in Coppa Italia nella sfida di ritorno al San Paolo nel febbraio del 90, situazione che si sarebbe potuta ripetere anche quest’anno se si fosse passato il turno con l’Atalanta di Gasperini, con la Juve a fare la parte dei rossoneri, con molto meno giuoco, sia chiaro.
Allora, è vero, avevamo il più grande di sempre ed altri top player a fare da grandioso contorno, ma la sfida con i rossoneri sembrava impari. Del resto basta andare negli archivi per scoprire che gli intelligenti del calcio, come li chiamava provocatoriamente Diego Maradona, pronosticavano che il Milan di Sacchi, neo campione del mondo e proiettato verso il triplete, avrebbe vinto in scioltezza il secondo scudetto in tre anni.
Il finale della storia lo conosciamo tutti, ma per tanti la memoria è corta: Diego si preparò a puntino da Dal Monte in vista dei mondiali italiani e ritrovò freschezza ed agilità in campo il tutto unito ad una finissima arte con dichiarazioni studiate al dettaglio in modo da colpire nell’orgoglio il gigante che sembrava imbattile, roba da Rocky vs Ivan Drago per restare ad un film culto di quegli anni. Alla Juve auguriamo, per continuare nella dimensione dei corsi e ricorsi, di fare il Milan, di perdere rush finale di scudetto e coppa italia. Per un terzo scudetto saremmo disposti a sopportare anche una loro Champions.
Fabio Gentiluomo
fonte: areanapoli.it (Quando il Napoli snobbò la Coppa Uefa per trionfare sui campioni del mondo. Memoria corta!)