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[AN] – Verde: “Ho un messaggio per ADL e un progetto per Napoli. De Magistris e Higuain…”

28 Dicembre 2017 18:09 Di redazione
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Massimiliano Verde, ricercatore storico e promotore di progetti socio-culturali, didattici e sociali internazionali per Napoli ed il cosiddetto “Sud”, autore del primo corso riconosciuto di lingua e cultura napoletana di livello europeo, ha rilasciato un’intervista esclusiva ai nostri microfoni.

Nell’epoca dei social, uno dei “problemi” principali è la sintesi. Ad esempio, come descriveresti Napoli nelle 280 battute di twitter? 

“Napoli è indescrivibile: appartiene solo a chi la ama prima di se stesso: è madre feconda di ogni bene per l’Umanità, offesa da chi la svende e da chi alleva i suoi figli a disprezzarla”.

De Laurentiis ha detto ancora una volta che il Napoli calcio è una società sana in una città in cui non funziona niente. Ha ragione?

“Non credo lo pensi davvero il suo forse era uno sprone ai napoletani a darsi una mossa per far meglio per la nostra città. Lui infatti ha girato il mondo e sa bene che solo a Napoli poteva trovare le condizioni e le competenze per trasformarsi da uomo di cinema a presidente di una impresa e di un brand calcistico e culturale mondiale senza pari. Anzi, dato che ho delle idee in proposito gli invio un messaggio magari qualcosina sul brand possiamo farlo insieme!”

Insegni la lingua e la cultura napoletana nel mondo. Cos’ha la lingua napoletana di così particolare per affascinare tutti e per essere patrimonio dell’Umanità?

“La lingua napoletana ha il fascino, l’armonia, la poeticità, la complessità di una civiltà, quella napoletana appunto che ha informato di se l’Europa ed il mondo come riconosce l’Unesco. Essa è veicolo di arte, letteratura, espressioni culturali ed enogastronomiche senza eguali, uniche nel mondo. Celebrata da Caruso a Celine Dion, fino all’arte del pizzaiuolo napoletano (ca chello che ffà ‘o ppo’ ffà sulo cca, a Napule, appunto)”.

Napoli che momento vive sul piano culturale? Cosa va sottolineato, tutelato e cosa andrebbe migliorato?

“Indubbiamente grazie anche a questa amministrazione comunale siamo passati dall’invasione della monezza a quella dei turisti. Ed è altrettanto indubbia tra i giovani anche degli strati più popolari di Napoli una ripresa di coscienza dell’importanza e del rispetto che si deve a Napoli e quindi a se stessi in quanto suoi figli ed abitanti. C’è però ancora molto da fare: innanzitutto le scuole e qui lancio un appello, dovrebbero insistere di più sull’educazione storica e culturale ed a favore dell’identità linguistica napoletane senza alcun timore, da vedere invece come occasione professionale e di marketing territoriale e culturale per gli studenti. In questo senso come Accademia Napoletana sono disponibile a fornire il mio contributo di conoscenza e competenza sulla storia e la lingua Napoletane come ho già fatto con la mappa info turistica coi nomi dei luoghi originari in napoletano per la III Municipalità di Napoli”.

E poi?

“Inoltre andrebbero fatte delle campagne di sensibilizzazione all’educazione civica in lingua napoletana e prevedere dei percorsi permanenti e totalmente gratuiti tra scuole, teatri e musei cittadini,soprattutto per gli studenti di nuclei familiari non abbienti. Mi piace ricordare qui la mostra che ho realizzato  in napoletano su Basile a Giugliano in Campania che ha poi girato per le scuole locali. Un’altra cosa da fare sarebbe una sinergia tra i vari attori istituzionali e sociali (cultura, welfare, associazioni giovanili, ecc) e personalità e soggetti indipendenti dalla politica per un recupero dei bambini e ragazzi non scolarizzati. Anche in questo senso sfruttando la lingua napoletana come veicolo di avvicinamento di questi ragazzi alla scuola. Anche qui offro il mio contributo come Accademia Napoletana. Sono i primi esempi che mi vengono in mente. Occorre inoltre come sto facendo da tempo creare ponti culturali tra le comunità d’origine napoletana nel mondo e Napoli”. 

Al di là del tuo impegno quotidiano, c’è un video che ti ha reso noto a tutti: le tue lezioni di lingua napoletana ai bambini francesi della Provenza.

“I video fanno parte di questo progetto internazionale che sto portando avanti per la promozione del patrimonio storico-culturale e linguistico di Napoli e della Campania. È semplice parlare ai bambini anche non napoletani, di Napoli in quanto tutto ciò che usano, fanno mangiano e cantano ha a che fare con Napoli. Nel caso dei provenzali poi c’è un legame storico, musicale  e linguistico molto forte con Napoli dai tempi dei cavalieri  di Carlo D’ Angiò. Poi in generale con la Francia  Napoli ha avuto ed ha ancora rapporti culturali e storici fortissimi. Il mio progetto per altro è proseguito in Spagna, negli USA, in Brasile, in Perù, proprio perché la lingua e la Cultura di Napoli sono universali! Anzi desidero ringraziare le università e gli istituti esteri che hanno riconosciuto il mio metodo d’insegnamento del Napoletano ed il certificato di conoscenza linguistica che ho prodotto da qualche mese. In primis gli amici dell’Istituto di Studi Valenziani”.

Il certificato linguistico di Napoletano, ci puoi dire di più ?

“Questa è stata una tappa molto importante del mio lavoro oserei dire davvero storica per la lingua napoletana. Infatti per la prima volta grazie al patrocinio del Comune di Napoli, ho realizzato il primo corso di lingua e cultura napoletana di livello europeo, riconosciuto da un’istituzione pubblica italiana. A fine corso ho poi rilasciato, dopo esame,  il primo certificato di conoscenza (base)  di lingua napoletana appunto di livello europeo riconosciuto dal Comune di Napoli. A questo poi sono seguiti numerosi riconoscimenti tra i cui molto importante quello del Direttore della Scuola di Teatro dello Stabile di Napoli, dott. Mariano Rigillo, un vero monumento del nostro teatro e non solo. Desidero amche ringraziare il giornalista e scrittore Gianni Mattioli che ha sposato con amore e professionalità questo mio progetto”.

Se dovessi mandare un messaggio, rigorosamente in napoletano, a De Magistris, cosa gli diresti? E a De Laurentiis? E a Higuain? E a Sarri? E alla squadra del Napoli? 

A De Magistris: Si Napule ncimm’ô munno vuó purtà, dê favuz’amice t’hê ‘a guardà.

A De Laurentis: Presidè,corsù facce cuntento ca ne vaje bbuono pure tu!…E ssi ‘o pallone vuó napulitanizzà, Massimiliano ‘na mana t’ ‘a dà!

Al centravanti sabaudo: miezu argentino, miezu francese, favezo comm’ ê peggio piemuntese, staje troppo bbuono lla, cu cchilli strane arnese!

A Sarri: faje ggirà ê panchinare ma fatte sentì ‘a chi saje.

Alla squadra del Napoli: nfino a qquanno jucate cca, ‘o sango pe ddefennere ‘a città avit’ ‘a jettà.

Siamo ormai a Natale, immagina di essere il presidente del Mondo: tutti ti guardano, cosa gli dici? (Naturalmente in lingua napoletana).

“Femmena e Uommene ‘e bbona vuluntà dammoce ‘na mana pe ‘sta città. Si ll’Umanetà nfatte vulite sarvà pe nNapule e ‘a Lengua soja avìmmo ‘a luttà. Bbon’anno e Bboni feste e sperammo ca Marichiaro a mmaggio se taglia ‘a cresta”.

Lotta scudetto, sfida Napoli-Juve e poi l’Inter. In questa disputa nord-sud quanto c’è di extra-calcistico?

Per noi Napoletani non sarà mai una semplice sfida calcistica e non potrebbe perché le realtà calcistiche menzionate rappresentano l’impronta economica e sociale del nostro Paese, con gli interessi che ne stanno dietro. A proposito compra Sud, compra Napoli. Zitto a cchi sape  o juoco”.

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fonte: areanapoli.it (Verde: “Ho un messaggio per ADL e un progetto per Napoli. De Magistris e Higuain…”)

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