Ciccio Romano: “Bruscolotti ci svegliò alle 6! Auguro il terzo scudetto a questi ragazzi”

Francesco Romano, protagonista del primo scudetto del Napoli, ha rilasciato un’intervista sulle pagine de La Repubblica: “È arrivata la mamma che ci protegge”, disse l’ argentino. E Romano diventò la “Tota”, cioè la mamma della squadra. «Ma il motivo di questo soprannome non lo dirò mai..».

Romano, magari lo svelerete a luglio quando Diego giocherà al San Paolo?
«Non lo so, vedremo. Spero di esserci per quell’ appuntamento. Non ci sarò invece oggi: Bruscolotti mi ha chiamato, non ho potuto. Tra due mesi ci proverò».

Ripercorriamo quel 10 maggio 1987.
«Cominciamo dalla sveglia. Intorno alle sei del mattino proprio Bruscolotti ci venne a chiamare. Aspettava lo scudetto da tanti anni, non voleva farlo da solo. Nessuno riusciva a dormire, così ci disse Peppe. Uscimmo nei corridoi del Centro Paradiso prima della colazione, poi Bianchi ci parlò».

La partenza verso il San Paolo.
«Incredibile. Quando abbiamo lasciato Soccavo, c’ era gente ovunque. Dai balconi ci lanciavano confetti. E i tifosi ci accompagnarono allo stadio. Il pullman si muoveva a passo d’ uomo: due ore per arrivare».

Finalmente Napoli-Fiorentina.
«Non vedevamo l’ ora che finisse per poter festeggiare. Mia moglie, mio figlio e i miei genitori erano tutti in tribuna. Sono nato a Saviano, per me fu speciale. Ricordo quando tornai a casa: c’ era tutto il paese in piazza».

Il suo ingresso fu decisivo.
«Fui acquistato dalla Triestina, mi inserii subito. E sono felice che Diego lo ricordi sempre a distanza di tanti anni».

Qual era il segreto di quella squadra?
«Non ci siamo mai accontentati. Avevamo una determinazione paurosa. Dopo le sconfitte, ci siamo rialzati. Abbiamo pensato di poter vincere lo scudetto solo al termine di Napoli– Fiorentina».

Che rapporto ha con gli ex compagni?
«A Bruscolotti telefono spesso. È stato un grande punto di riferimento. De Napoli è diventato “emiliano” come me”.

Ha un rimpianto della sua avventura?
«Uno. L’ infortunio in Coppa Uefa col Paok Salonicco nel 1988. Ha di fatto chiuso la mia esperienza al Napoli».

Il terzo scudetto arriverà?
«Me lo auguro. Questo Napoli può farcela. Se gli attuali giocatori vincono, potranno capire cosa stiamo provando noi del 1987».