[CN24] – Altafini e Boninsegna in coro: “Che viene convocato a fare se poi non gioca? Insigne deve esserci sempre!”

Come riporrta l'edizione odierna di Repubblica, pare di tornare indietro di vent’anni, ai tempi di Sacchi, quando modulo e filosofia prevalevano sull’interpretazione, sull’improvvisazione, sull’incertissima, leopardiana scintilla dell’uomo di qualità, dell’Insigne che pure gli azzurri hanno sempre avuto: «Ricordiamo che siamo in Italia, nella finale del Mondiale ‘70 Mazzola e Rivera non giocarono assieme dall’inizio» ricorda José Altafini, «mentre il Brasile aveva cinque numeri 10 in campo, liberi di fare scempio degli azzurri col loro talento. Per me Insigne e quelli come lui non dovrebbero mai mancare, a costo di adeguare tutto il resto, non si può e non si deve rinunciare mai alla qualità, che nel calcio è l’unica cosa che fa davvero la differenza». Roberto Boninsegna, l’unico lampo azzurro in quel favoloso scempio messicano, si chiede «perché chiamare Insigne, allora, se non devi farlo giocare? Il modulo non può prescindere dagli uomini che hai, al contrario si deve cercare il sistema di gioco migliore in base al valore dei giocatori a disposizione ».Beppe Bergomi prova ad allargare il discorso: «Al di là dei numeri e delle formule, Insigne fa fatica se non fa il gioco al quale è abituato. Da seconda punta perde moltissimo del suo potenziale perché non ha lo spazio per allargarsi e puntare. Ma non è stato inutile portarlo, in caso di un cambio in corsa e di una trasformazione del modulo in 4-3-3 o 4-2-4 Insigne può essere determinante. Questo doppio confronto è troppo importante e Ventura non ha avuto il tempo di fare esperimenti. Passato il play off, ci saranno otto mesi per cucire la nazionale su Lorenzo. E poi, tra Eder e Belotti, in questo momento, deve giocare Eder, Belotti l’ho visto a San Siro contro l’Inter, è lontano da una condizione accettabile». Capello e Guidolin hanno preferito non interferire con il loro parere nel lavoro del ct.Il miglior giocatore italiano, il più talentuoso, il più dotato, l’attaccante più in forma della nazionale azzurra stasera dovrà avvolgersi in una coperta di lana e prendere posto sull’estrema sinistra, in una posizione estremamente defilata e parecchio statica. In panchina. Lorenzo Insigne ha giocato otto partite su dieci nelle qualificazioni, sette partendo titolare, mai però in un 3-5-2. «Non gioca? A me dispiace, ma se giocano a due punte è normale che Insigne rimanga fuori» analizzava ieri Zeman, l’allenatore che ha trasformato Insigne da seconda punta in esterno da 4-3-3 e basta, in un remoto campionato a Foggia che rilanciò il primo e diede all’attaccante un posto nel mondo. In effetti è una pura questione di modulo: «Insigne sta facendo ottime cose in campionato e sta anche bene fisicamente, ma se si sceglie un sistema, lo si sceglie anche perché ci sono quei giocatori che possono far bene con quel modulo. Io comunque non rinuncerei a Insigne in una mia squadra».

fonte: calcionapoli24.it (Altafini e Boninsegna in coro: “Che viene convocato a fare se poi non gioca? Insigne deve esserci sempre!”)