[CN24] – Corbo: “Quel gruppo ha risorse infinite: è un sabato che porta allo scudetto, ma il turnover è da sfruttare meglio”

Scrive Antonio Corbo nel suo editoriale per La Repubblica: "Sabato da ricordare, porta il Napoli dritto nel clima scudetto. Solo una squadra attesa da un felice destino esce con la sesta vittoria consecutiva dalla partita più concitata, quella che lo stesso Napoli complica e risolve sul filo di contraddizioni e magie, di sventura e fortuna, di errori e riscatti. Esemplare la saggezza di Insigne, che nella serata del primato difeso, 18 punti su 18, 22 gol fatti e 5 subiti, parla da leader. Con il suo slang educato e pensoso invita a riflettere, ammette che «non abbiamo fatto benissimo». Sarri, forse turbato dall’infortunio di Milik, giustifica il suo Napoli convulso con «un terreno indegno», sarà; ma non spiega uno strano sabato, fantastico alla fine e disperato a tratti.

Il 3-5-2 della Spal è ordinato, niente controlli accaniti sulle fonti di gioco, ma contatti ravvicinati con i portatori di palla, centrocampo ben raccolto sulle linee di passaggio, qualche buona ripartenza come quella conclusa da Schiattarella. Il lungo diagonale, a palla scoperta, si infila sul secondo palo. Reina avrebbe più tempo per distendersi, ma indugia ipotizzando la traiettoria opposta. Il suo tuffo tardivo libera la folle festa di Ferrara. Il Napoli è punito nella fase migliore, con un tonico Hamsik in regia avanzata e con Callejon che sradica in area una palla controllata dalla Spal, per servire in due metri quadrati Insigne. Chi sa schiodare gol in spazi così stretti? Ti aspetti l’imbarcata. Comincia invece la seconda fase, Napoli presuntuoso e troppo sicuro di chiudere i conti, come e quando vuole. La sindrome degli elogi attenua Mertens che finisce nella gabbia di Vicari e di due mediani a turno, Insigne sbatte tra Salomon e Lazzari, si inserisce con lucida forza Hamsik per poi lentamente spegnersi. Il Napoli se la prende comoda: Zielinski non incide come Allan, Ghoulam dimentica come si mette in azione la catena di sinistra. E Sarri prepara l’alternativa tattica: ritira Hamsik per Allan, poi Zielinski per Milik. È un test di grande interesse. Riesce bene il 4-2-3-1 con due soli mediani (Allan e Diawara) ed un bel quartetto, con Mertens ancora prima punta e Milik che esibisce qualche taglio da destra a sinistra di pregio, quasi a dire: sono una punta di peso ma anche di tecnica. Il nuovo modulo produce il raddoppio di Callejon, piuttosto che vantarsi dell’esperimento il Napoli ritorna subito al 4-3-3, esclude la punta Mertens per il mediano Rog. Proprio Rog, che entra con tutta la rabbia accumulata in panchina, come un mastino esasperato dalla catena, commette un fallo di eccessivo furore, provoca non solo la punizione del pareggio, ma l’inizio di un processo a Reina. Viviani infatti lo colpisce sul suo primo palo superando una barriera sfortunata o piazzata male. L’infortunio di Milik poi avrebbe sdraiato una squadra di giganti, ma è qui che il Napoli rivela risorse, temperamento, tecnica. Ghoulam reagisce con un’azione personale, un urlo più alto delle tribune di Ferrara, segnano anche di interno destro, piede non suo. Il turnover è da amministrare meglio, ma coesione morale, classe e carattere di questo Napoli sono da da primato, il suo. Limpido primato".

fonte: calcionapoli24.it (Corbo: “Quel gruppo ha risorse infinite: è un sabato che porta allo scudetto, ma il turnover è da sfruttare meglio”)