Ultimo aggiornamento mercoledì, 06 Novembre 2024 - 18:25

[CN24] – ESCLUSIVA – Baiocco: “Alla Juve non si scherza, ma Sarri ha avuto un compito più difficile. San Paolo fortino inespugnabile, ma ho un mio favorito per stasera! Cosa farò da grande? A 42 anni gioco ancora…”

1 Dicembre 2017 11:28 Di redazione
6'

Mancano poche ore a Napoli-Juventus, e ad analizzarla su CalcioNapoli24 ci pensa Davide Baiocco, ex centrocampista bianconero nel 2002-2003. Un carriera nata in Umbria, esplosa nel Perugia di Gaucci, proseguita tra Catania e Brescia prima di sistemarsi definitivamente in Sicilia: a 42 anni, infatti, Baiocco attualmente milita nell'Asd Calcio Biancavilla, formazione catanese militante in Eccellenza.A 42 anni ancora in mezzo al campo, ma il pensiero di smettere è mai arrivato?"Beh, è da un po' che uno pensa a cosa fare da grande (ride, ndr). Qualcosa di differente? Per ora non c'è niente di interessante per come lo vorrei fare. Fisicamente sto bene, ho deciso di proseguire avendo poi l'opportunità per farlo"Certamente a livello tecnico non è la stessa cosa…"No, ovviamente c'è differenza a livello anche d'esperienza. Però conta la testa: puoi giocare anche in un campionato dilettantistico, ma poi ti alleni come se fossi ancora a livello professionistico. Certe volte però i ragazzi non credono in se stessi, si accontentano: è grave per le nuove generazioni. Le società qualche volta pensano d'essere in Eccellenza, ma bisogna saper ambire: fare le cose per bene è semplice, nonostante le risorse economiche. Altrimenti è tutto sbilanciato"Nel 2002-2003 ha vestito la maglia della Juventus, però soltanto sette presenze…"Alla Juve non si scherza, o sei pronto o sei pronto. Ho avuto l'opportunità di giocare molto all'inizio, tra Supercoppa e Coppa dei Campioni. Ho avuto le mie occasioni, in quel momento chiedevano delle cose che evidentemente non ero in grado – mentalmente – di fare. A Perugia avevo un'altra mentalità, in bianconero mi chiedevano di giocare a due tocchi: sicuramente non mi sono adeguato come avrei dovuto, o come avrei dovuto farlo dopo tanta esperienza. Però quell'anno mi ha formato tanto"Com'era lo spogliatoio? Spesso si dice che l'ambiente bianconero sia diverso dagli altri…"E' la verità, c'è la mentalità di voler migliorarsi sempre. Gente come Trezeguet o Del Piero era fondamentale: volevano essere sempre i numeri uno, erano convinti dei propri mezzi ma allo stesso tempo erano vogliosi di vincere sempre ogni partita. Non c'erano momenti in cui ti potevi risparmiare, dovevi gestirti ma dare sempre il massimo per vincere. Mi ritengo fortunato di aver potuto 'rubare' qualcosa da quell'ambiente"Nel 2005 Catania, ed ha avuto di fronte il Napoli. E al Massimino l'ha battuto, un fortino inespugnabile…"…come il San Paolo del resto (ride, ndr). Lo stadio è la forza di una squadra, l'apporto della gente si sente tantissimo e per chi fa questo sport non è una frase fatta. Ricordo di partite sullo 0-0 ed il pubblico che ti portava una spinta incredibile"Eppure tra quel Napoli e questo è cambiato tantissimo…"E' stato fatto un lavoro grandissimo, si è dato continuità ad un progetto sin dai tempi di Benitez: è stata una mossa intelligente, non si è stravolto tantissimo dal punto di vista delle idee. La squadra ha accresciuto la propria consapevolezza, i calciatori sono cresciuti ed hanno aumentato la capacità di gestire le partite vincendole anche per 1-0. E' questo il grande salto di mentalità da fare, ed è stato fatto"Tra poche ore c'è Napoli-Juventus: tiene per qualcuno? Chi è favorito?"Io tifo per il bel calcio, ed il Napoli in questo momento lo fa. Che vince la squadra che meriti di più, sarà una partita bellissima: chi avrà la personalità per imporsi"Ed in panchina Sarri ed Allegri…"Hanno fatto un grandissimo lavoro, sono molto preparati: il compito di Sarri è stato un po' più difficile, Allegri è stato bravo a metterci del suo e a continuare a vincere. E non è semplice: una cosa è vincere, un'altra è confermarsi. Sarri invece ha lavorato dal punto di vista mentale, ha dato mentalità e consapevolezza ai suoi"La Serie A è più affascinante rispetto agli ultimi anni, chi è più avanti per lo scudetto?"Dico la verità, il Napoli è cresciuto tantissimo e lo vedo pronto per lottare con la Juventus. L'Inter ha trovato una consapevolezza importante in poco tempo, e la Lazio lavora bene con Simone Inzaghi. C'è un bell'equilibrio"Nel frattempo la Nazionale è andata fuori dal Mondiale, ed Insigne non ha giocato contro la Svezia…"Tutti dicono così, ma c'è poco da dire: non vediamo gli allenamenti e non ne sappiamo le dinamiche. Un allenatore non si mette in difficoltà da solo, avrà valutato per bene chi far giocare e chi no. Sapeva come stavano tutti, ma il sistema è da rifondare dai tempi di Lippi. Siamo stati ipocriti nonostante le vittorie, che mascherano i problemi: si è andati avanti, bisogna prendere decisioni importanti e fare tante piccole riforme che possono aiutare"Detto questo, l'ultima: in carriera chi è stato il più difficile da marcare?"Li ho incontrati tutti: Ronaldo, Lavezzi, Del Piero, Kakà, Seedorf…troppi, sarei scorretto! (ride, ndr)"RIPRODUZIONE RISERVATA

fonte: calcionapoli24.it (ESCLUSIVA – Baiocco: “Alla Juve non si scherza, ma Sarri ha avuto un compito più difficile. San Paolo fortino inespugnabile, ma ho un mio favorito per stasera! Cosa farò da grande? A 42 anni gioco ancora…”)

LEGGI COMMENTI