Galli: “Vi racconto perchè scelsi Sarri a Verona, poi lo mandarono via a mia insaputa”
Giovanni Galli, ex portiere di Napoli, Milan, e Nazionale, ha rilasciato una lunga intervista a Walter Veltroni, sulle pagine del Corriere dello Sport, nel corso della quale ha parlato anche dell’allenatore del Napoli: Lei da direttore generale del Verona scelse Sarri come allenatore? «Sì».
Me lo racconta? Perché so che poi glielo imputarono… «Quando la Fiorentina fallì, e ripartì dalla serie C2, la famiglia Della Valle mi chiamò a fare il direttore sportivo. In quella stagione nel nostro girone c’era la Sangiovannese e l’allenatore era Maurizio Sarri. Soffrimmo tutte e due le partite perché loro giocavano un calcio bello, bello da vedersi, piacevole, efficace. Iniziai a seguirlo, da quella volta.
Il Verona dalla serie A era retrocessa in serie B e poi in C e in quel momento era ultima in classifica in serie C. Conoscevo Sarri, che soffre sempre l’inizio del lavoro così come i giocatori faticano ad assorbire il suo lavoro e le sue idee. Così dissi al Verona “Noi ci dobbiamo salvare. Prendiamo questo allenatore e lui quest’anno inizia già a costruire il progetto vincente per l’anno prossimo. Perché noi l’anno prossimo in serie C dobbiamo vincere il campionato con quindici punti di vantaggio. Se partiamo con sei mesi di anticipo rispetto a tutti, riusciremo a farlo”.
Purtroppo le prime partite non andarono bene e il presidente, a mia insaputa, lo mandò via. E io a quel punto, nonostante avessi il contratto ancora in essere, pensai che fosse giusto, visto che il progetto tecnico da me proposto era fallito, dare le dimissioni».
Qual è l’errore più grave della sua carriera? Quello che proprio non si perdona? «Mondiali dell’86 con Maradona in Argentina Italia 1 a 1. Rimasi come un baccalà, perché mi aspettavo di tutto tranne che quella conclusione. Non avevo capito chi avevo davanti. Poi di errori ne ho fatti diversi, ma dopo un po’ li dimenticavo. Mentre questo non riesco a scordarlo».