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Il giochetto stantìo della Juve che non sa perdere con stile: da Hamsik a “San” Gigi, quanto livore

14 Giugno 2017 11:41 Di redazione
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Sono passati ormai 11 giorni dalla finale di Champions Juventus-Real Madrid che ha visto trionfare Zidane e soci, ancora una volta capaci di salire sul tetto d’Europa con maestosa leggiadria. In casa bianconera, naturalmente, non l’hanno presa molto bene. Agnelli, Marotta, Allegri, Higuain, Buffon e tutti gli altri, ci credevano, avevano il vento della stampa a favore. Ma evidentemente, a prescindere dal valore dei leggendari (loro sì) avversari, non l’hanno preparata molto bene e il campanello d’allarme all’Olimpico di Roma avrebbe dovuto invitare i torinesi ad una profonda ed attenta valutazione sulla tensione nervosa della squadra apparsa molle e senza spina dorsale. Vincere aiuta a vincere, ma la Juve ha preferito rallentare sul finire di stagione per preparare (pensieri loro) al meglio la finale di Cardiff. Quello che però lascia perplessi è il modo con cui i protagonisti bianconeri hanno metabolizzato la sconfitta. Si parla tanto di stile Juve, ma francamente non ne abbiamo visto molto in questi giorni in cui bisognava ammettere semplicemente la superiorità dei galacticos. Il primo a svicolare è stato il dirigente Pavel Nedved il quale ha preferito parlare di Hamsik: “Fosse venuto da noi, avrebbe vinto la Champions”. Forse il biondo ceco dimentica che per alzare al cielo quel trofeo, bisogna passare per la Champions, coppa che la Juve non vince facilmente. Andando oltre, perchè parlare del capitano del Napoli?

A rincarare la dose ci ha pensato Buffon il quale, in pompa magna, da capitano della Nazionale, ha definito “miserabili” coloro che hanno goduto della sconfitta dei bianconeri. Ha parlato addirittura di “disgrazie“. E’ sufficiente aprire un vocabolario per apprendere che una sconfitta sportiva, seppure dolorosa, non è e mai potrebbe essere una disgrazia. Se poi il fortissimo Gigi vive con dolore tragico il fatto di non aver mai vinto in carriera la Champions,  è un altro paio di maniche e non può certo estendere e imporre il suo “senso” a tutti. E poi, Buffon, immenso portiere, dovrebbe guardare a se stesso prima di condannare chi ama lo sfottò, sale del calcio. Lui stesso, su un pullman, si è divertito tanto allo stesso modo. Da quale pulpito?

All’indomani della sconfitta, inoltre, alcuni giornali hanno pubblicato in prima pagina immagini di una Juve in trionfo: “La Juve è questa”. A proposito di stile. Infine, in questi giorni, media vogliosi di dare voti, hanno affibbiato un bel 5,5 al Napoli senza senso alcuno (“sul mercato è fermo e farà poco”), mentre alla Juventus lodi sperticate per la conferma di Allegri. E poi il tormentone Koulibaly al Chelsea o al Liverpool, Insigne alla corte di Conte, il caso Reina gonfiato più del dovuto e De Laurentiis che proprio non vuole costruire una grande società. La Champions è finita da poco, manca tanto all’inizio della nuova stagione, ma chi di dovere ha già alzato i vari venti tra vele da rompere e vele da gonfiare. Ad arte, naturalmente.

 

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