Giordano: “Il Napoli, un giorno, forse neanche lontano, diventerà più grande di quanto già sia”

Antonio Giordano, giornalista del Corriere dello Sport, ha analizzato sul suo profilo Facebook la partita giocata dal Napoli a Firenze: “E’ stata una partita meravigliosa, condita da episodi che testimoniano la bontà di alcuni talenti (Insigne e Bernardeschi in ordine d’irruzione nella serata). E’ stato calcio diverso, generoso di prodezze ma anche di sciocchezze – il fattore T: Tagliavento che non espelle Kalinic, Tomovic che fa la frittata e si fa rubare la palla da Mertens. E’ stata la serata in cui Manolo Gabbiadini ha scelto di salutare, quasi sicuramente, mostrando ciò che non era riuscito a fare in passato, andando – con quella pressione del 94 e la responsabilità di chi sa di essere sulla strada dell’addio – a segnare il più perfido dei rigori.

E’ stata la serata dei tifosi del Napoli, che hanno avuto un pensiero per la città di Berlino ed il loro vero dramma. E’ stato sport e bar sport, perché basta farsi un giro sui social per accorgersi che ognuno, per fortuna, ha un proprio metro di giudizio ed un’opinione che, piaccia o no, va rispettata. E’ stata l’ultima partita dell’anno ed ha lasciato la sensazione che il Napoli, un giorno, forse neanche tanto lontano, diventerà più grande di quanto già sia. Non è possibile vincere sempre, ci sono gli errori propri e le prodezze altrui, e comunque c’è un’Idea di calcio che ti lascia sempre una speranza, perché sai che niente è affidato al caso, che il tuo destino l’hai costruito attraverso il lavoro.

E’ stata una bella pagina di sport, che introduce alle feste portandosi appresso la bellezza del calcio, nei suoi gesti tecnici (perché, del gol di Zarate ne vogliamo parlare?). Sarebbe il momento degli auguri, e lo è, ma è soprattutto il momento d’un pensiero per chi vivrà questi giorni nel dolore, nella sofferenza, nella tristezza, nel tormento: per un giovane ragazzo che, qui a Firenze, con due gradi sopra lo zero, era con il suo cane a riparare sotto ad un portone; per chi ha perduto a Berlino una figlia, un fratello, un parente, un amico; per Aleppo; per Istanbul; per chi non ha nessuno e per chi aveva qualcuno e ora non ce l’ha più”.