[IAM] – Lega Pro, il Presidente Gravina: “Tavecchio dovrebbe dimettersi, il calcio italiano ha bisogno di una rivoluzione”

Tutti dovranno fare un passo indietro, questo il pensiero del numero uno della Serie C Gabriele Gravina espresso sulle pagine della Gazzetta dello Sport: “I consiglieri della Lega Pro e la stragrande maggioranza delle nostre società vogliono le dimissioni di questo Consiglio federale, oltre ad un passo indietro anche dal Presidente, che non è l’unico responsabile”. Gravina inizialmente preoccupato per il vuoto di potere che si sarebbe creato in caso di dimissioni di Tavecchio, ora fa un passo indietro: “Non posso ignorare le posizioni del mio Consiglio direttivo. Il calcio ha bisogno di una rivoluzione culturale, non di una cura. Tavecchio dovrebbe dimettersi e accompagnare la federazione alle elezioni” Tante le soluzioni immediate inviate da Gravina a Tavecchio per rilanciare il movimento calcistico italiano: “Bisogna reinserire il semiprofessionismo, dare alla Covisoc poteri di intervento immediato, trasformare i Centri federali in Academy e creare delle seconda squadre senza stranieri Under 23”. Il resto dell’intervista sulla Gazzetta dello Sport Condividi:Fai clic per condividere su Facebook (Si apre in una nuova finestra)Fai clic qui per condividere su Twitter (Si apre in una nuova finestra)Fai clic qui per condividere su Google+ (Si apre in una nuova finestra)Fai clic per condividere su Ok Notizie (Si apre in una nuova finestra)Fai clic qui per condividere su Pinterest (Si apre in una nuova finestra)Fai clic qui per condividere su Pocket (Si apre in una nuova finestra)Fai clic qui per condividere su Tumblr (Si apre in una nuova finestra)Fai clic qui per condividere su LinkedIn (Si apre in una nuova finestra)AltroFai clic qui per stampare (Si apre in una nuova finestra)Fai clic per condividere su Up News (Si apre in una nuova finestra)Fai clic qui per condividere su Reddit (Si apre in una nuova finestra)

fonte: iamnaples.it (Lega Pro, il Presidente Gravina: “Tavecchio dovrebbe dimettersi, il calcio italiano ha bisogno di una rivoluzione”)