Jacobelli: “Moviola in campo, è solo una coincidenza? C’è un altro passo da fare”

Ecco l’editoriale di Xavier Jacobelli che mette in evidenza la scelta del Governo del calcio italiano di introdurre la moviola in campo a partire dalla prossima stagione: “La coincidenza è casuale, ma significativa e riporta in prima pagina la questione arbitrale. Nel giorno in cui la Lazio attacca a testa bassa il Sistema, paventando una manovra per favorire Inter e Milan nella rincorsa all’Europa, Nicchi annuncia la moviola in campo dalla prima giornata della prossima serie A. En passant, Nicchi è lo stesso signore che, il 5 febbraio 2014, a Bari, aveva affermato: «Più si parla di moviola in campo e peggio è. Contano i fatti. La tecnologia applicata al gol-non gol funziona ed è costosa. Ma se arriva la moviola in campo il calcio è finito».

Sono trascorsi tre anni, due mesi e 17 giorni: il calcio è vivo e lotta assieme a noi, mentre, evidentemente, il capo degli arbitri ha mutato parere. D’altra parte, solo le persone non intelligenti non cambiano mai idea e Nicchi è molto intelligente. Blatter e Platini, che aborrivano la tecnologia, sono stati spazzati via; Infantino ha spalancato le porte alla rivoluzione; Tavecchio l’ha abbracciata senza se e senza ma; Nicchi si è allineato e coperto. Meglio tardi che mai. La moviola in campo non è la panacea delle ambasce degli arbitri, tuttavia è indubbio che li aiuterà a sbagliare meno e a fischiare meglio.

La tecnologia ha spinto lo sport a essere più trasparente, più pulito, più limpido. Provate a immaginare quanti veleni ci sarebbero stati propinati se non ci fosse stata la tecnologia sabato scorso, a San Siro, al gol di Zapata. Il prossimo passo sarà ascoltare un arbitro spiegare finalmente le sue decisioni dopo la partita. Nicchi l’aveva promesso il 29 febbraio 2016, durante l’ultima campagna elettorale per essere rieletto presidente della categoria. Sinora, ha parlato solo Rizzoli con le Iene, dopo l’ultima Juve-Inter. Ma c’era poco da ridere”.