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Juve-‘ndrangheta, richiesta choc della Procura: 112 anni di carcere!

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27 Maggio 2017 11:20 Di redazione
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Centododici anni di carcere: è la richiesta della Procura di Torino per 15 dei 23 imputati nel processo Alto Piemonte, sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta nella curva della Juventus, durante il quale è stato anche ascoltato il presidente del club bianconero, Andrea Agnelli, in qualità di testimone.

I pm Abbatecola e Toso hanno concluso la requisitoria davanti al gup, Giacomo Marson, chiedendo 12 anni di carcere per Saverio Dominello e 8 per suo figlio, Rocco, uno dei capi ultrà juventini. I due presunti ‘ndranghetisti – il padre Saverio ha ammesso di aver fatto parte delle cosche – sono accusati di associazione a delinquere di stampo mafioso e di aver cercato di infiltrarsi nel business del bagarinaggio al J Stadium.

Nella sua testimonianza Agnelli ha confermato di aver incontrato Rocco Dominello, insieme con altri esponenti dei gruppi ultrà, ma di non aver mai ricevuto pressioni né di essere stato informato dalla Digos, presente in alcune di queste riunione, della presunta appartenenza alle cosche calabresi. «Non sono le pressioni al presidente il punto dell’inchiesta, né di questo processo – hanno precisato i pm -. La ‘ndrangheta controllava il bagarinaggio, ogni gruppo ultrà aveva una famiglia della ‘ndrangheta e otteneva una parte dei profitti». Alla sbarra, con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, anche il tifoso bianconero Fabio Germani: per lui chiesti 5 anni.

Fonte: TuttoSport.

 

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