Ultimo aggiornamento sabato, 15 dicembre 2018 - 17:20

La scelta è fatta, Ronaldo lascerà il Real. Il suo futuro può essere anche in Italia

7 giugno 2018 15:16 Di salvatore brancaccio
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E’ ora. Ronaldo va. Una decisione definita “irreversibile”. Mancano pochi giorni all’inizio del Mondiali ma di Ronaldo si parla negli uffici, al telefono, non conta quanto stia bene, quanto sia stanco o quante possibilità abbia il suo Portogallo di confermarsi, da campione d’Europa, ad un livello reso superiore dalla presenza di Brasile e Argentina. Quando si parla di Ronaldo è come se il prossimo mese non conti nulla. Conta soltanto sapere dove giocherà nelle prossime stagione, probabilmente le sue ultime.

Martedì c’è stata una riunione fra Josè Angel Sanchez, dg del Real Madrid, e Jorge Mendes, il potente procuratore di Ronaldo. Non c’erano testimoni ma è chiaro che almeno due cose sono essere emerse: Ronaldo ha concluso la sua esperienza, straordinaria, al Real Madrid e il club più decorato del mondo non ha alcuna intenzione, né interesse, ad opporsi alla rescissione del contratto in teorica scadenza nel 2021. La decisione di Ronaldo non ha, secondo Mendes, “nulla a che fare con i soldi, è soltanto una questione di considerazione”. Ronaldo non ha gradito le mancate promesse del presidente Perez circa una possibile ridiscussione del suo stipendio che sarebbe, a insindacabile giudizio dell’interessato, inspiegabilmente inferiore a quello di Messi. E certamente non avrà gradito neppure le ipotesi sull’arrivo di Neymar, che implicherebbe una sua “prejubilacion” a prescindere da chi sarà il futuro tecnico del Real Madrid (Ronaldo non ha mai nascosto un forte legame con Zidane).

Fonti più vicine al campione dicono anche che Ronaldo abbia maturato la convinzione che più di così al Real Madrid non possa fare, in termini di realizzazione personale e di trofei conquistati, nove se contiamo soltanto gli ultimi 30 mesi. Senza contare le pendenze con il fisco e il progressivo isolamento nello spogliatoio dopo le partenze di Pepe, Coentrao e James. Quindi s’imporrebbe una cambio di rotta e di traguardi. Ma anche se il Real Madrid non si dovesse opporre (cosa assai probabile) alla partenza del suo giocatore più rappresentativo, rimane il mistero di chi possa accollarsi l’onere del pagamento della clausola rescissoria di 1 miliardo di euro salvo aggiustamenti, sconti e accordi di convenienza. Di fatto i possibili approdi sono i soliti tre e quelli resteranno nei secoli dei secoli: Italia, Inghilterra e Francia, quest’ultima da restringere ovviamente al solo Psg.

Quasi assurdo che possa scegliere il Bayern Monaco. Ma dove andrà? A questo punto entriamo in una zona d’ombra. La suggestione, ma solo quella, farebbe immaginare un ricongiungimento con Ancelotti al Napoli, la linea dei soldi farebbe pensare a uno scambio con Neymar al Psg, mentre per ragioni affettive e familiari (conosce già l’ambiente) si potrebbe ipotizzare un ritorno al Manchester United, dove è assai probabile che Mourinho lo accoglierebbe a braccia aperte, anche se Ronaldo, a quasi 33 anni, decidesse in cuor suo di tornare in Premier con l’evidente obiettivo di chiudere la carriera e non con quello di spaccare il mondo.

fonte: http://www.repubblica.it/sport/calcio/esteri/2018/06/07/news/ronaldo_se_ne_va-198378176/?ref=RHPPRT-BS-I0-C4-P1-S1.4-T1

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