Mura: “Le esternazioni di ADL annunciano una cosa su Sarri. Troppe aspettative, resta la speranza”
Gianni Mura, scrittore e giornalista, analizza in un editoriale sulle pagine de La Repubblica, la partita del Napoli a Madrid: “Il sogno non è morto, ma nemmeno sta benissimo. Un Napoli inferiore alle aspettative, un Real superiore. Non bellissimo in campionato s’è ritrovato in Champions. Hanno scoperto che l’anagramma di Champions League è Gesù, che Napoli. Esclamazione spontanea quando Insigne inventa un pallonetto particolare, da più di 30 metri, non arcuato, che sorprende Keylor Navas. Tre tocchi, lancio al bacio di Hamsik, gol. L’esclamazione resta valida finché Hamsik comanda il gioco in mezzo al campo, poi Modric impone le sue geometrie più precise e il Real pareggia dopo 10’.
È qui che il Napoli comincia a perdere la partita, accusando troppo il colpo del pareggio e lasciando l’iniziativa al Real. Che peraltro s’era presentato nel migliore dei modi: nemmeno mezzo minuto e Reina deve salvare su Benzema. Sarri aveva detto: accetto una sconfitta, ma non la paura. Dire che il Napoli ha avuto paura sarebbe ingiusto. Uscito graziato nell’intervallo (poteva essere già 3-1) è crollato in 5’, Kroos con Reina in controtempo, Casemiro con un micidiale tiro al volo da fuori area. Una squadra impaurita sarebbe andata alla deriva, invece il Napoli costruisce un paio di occasioni fallite da Mertens, segna con Callejon ma in fuorigioco, dall’altra parte anche Ronaldo e Marcelo sbagliano in area.
Non era il solito Napoli: troppi errori individuali, a partire dai difensori, molti palloni regalati in fase di disimpegno, tutti segnali di tensione, forse di confusione perché per lunghi tratti quello che chiedeva Sarri non s’è visto. «Ci è andata di lusso», è stato il commento del presidente de Laurentiis. In effetti poteva andare molto peggio e sapere che basterà un 2-0 al ritorno è una prospettiva ragionevole, non una condanna. Servirà un Napoli molto diverso, però: nella velocità, nella concentrazione, nella precisione. Al Bernabeu sembrava di vedere uno scolaro che balbetta una poesia che pensava d’avere imparato a memoria. Non è mancato l’impegno, la personalità sì. Il Real ha fatto quel che doveva fare, raggiungendo in fretta il pareggio.
Il fraseggio basso e veloce del Napoli, durato troppo poco, aveva già fatto saltare i nervi a Sergio Ramos, il capitano. Poi, l’esperienza conta qualcosa. Però il meno peggio a centrocampo è stato Diawara, che due anni fa giocava a San Marino. Di più ci si aspettava da Zielinski, forse frenato da un cartellino giallo un po’ frettoloso. La prima breccia ad aprirsi davanti a Reina, sulla destra, dove Hysaj doveva vedersela con Ronaldo, in versione uomo-assist, pochi svolazzi e molta sostanza, e in più con l’avanzante Marcelo, non sempre seguito da Callejon. Diversi svarioni di Albiol e, poi, di Koulibaly. Il sogno resta in piedi, malconcio, ma le esternazioni tattiche di de Laurentiis fanno capire che non si annunciano giorni tranquilli per Sarri. Forse sul Napoli sono state caricate troppe aspettative, ma l’ultima parola deve essere ancora detta”.