Omicidio Ciro Esposito, tensione in aula: papà furioso, allontanato dal giudice
Giornata calda nella seconda udienza del processo di appello per l’omicidio di Ciro Esposito: unico imputato è Daniele De Santis, condannato in primo grado a 26 anni di carcere per l’ uccisione, il 4 maggio 2014, a poche ore dalla finale di Coppa Italia Napoli-Fiorentina, del 29enne di Scampia. Ieri, per la prima volta, nell’ aula del tribunale si sono incrociate la mamma di Ciro e quella di Daniele. Ma tra le due donne solo freddezza, nessuno sguardo e nessun gesto di avvicinamento.
La tensione è arrivata alle stelle quando sul banco dei testimoni si è accomodato l’ ispettore di polizia Franco Fratini, omonimo dell’ ufficiale dei Carabinieri. Quest’ ultimo, infatti, ha raccontato che davanti al Ciak Village, al momento degli scontri e degli spari contro Ciro Esposito, ci sarebbero stati un blindato della polizia e un’ auto in borghese che correvano il rischio di essere presi d’ assalto da tifosi napoletani incappucciati. A queste parole, il papà di Ciro ha fatto esplodere la sua rabbia in aula gridando a viva voce la sua indignazione: «Non è vero, non c’ era nessun mezzo della polizia. Per questo mio figlio è morto».
Dinnanzi a questa reazione, il presidente del tribunale ha deciso di farlo allontanare dall’ aula. Poco prima anche De Santis aveva alzato la voce, dalla barella su cui ha assistito all’ udienza, perché un testimone della difesa, un tifoso del club Milano Partenopea, aveva raccontato la violenza a cui aveva assistito da bordo del bus che in quei momenti veniva preso d’ assalto dagli ultrà della Roma.
Fonte: Il Mattino