Processo Juve-‘ndrangheta: la sentenza prima di Cardiff. Ecco cosa rischiano i bianconeri
La Juventus prepara la finale di Champions League ma nella testa di Andrea Agnelli c’è altro. Il presidente è alle prese con il caso bagarinaggio ed è stato ascoltato negli scorsi giorni in Antimafia: “Se ho incontrato Dominello può essere stato nell’ambito di un consesso di tifosi ed è pacifico che se non solo io ma tutti i miei dipendenti avessero saputo, quello che oggi è emerso, mai avremmo avuto rapporti con lui. Mai subito minacce da ultrà e mai pensato a Dominello come “operativo”. Dominello non è scelto da noi ma dalla curva. Il nome del Dominello a Torino non richiama certe attenzioni, di Google non mi fido, se metto il mio nome trovo una valanga di falsità. Siamo qui per cercare di migliorare il domani. Compito nostro è guardare a domani con l’esperienza di ieri, bisogna evitare di commettere gli stessi errori per il futuro. il bagarinaggio nel nostro Paese non è reato, dopo quanto successo dobbiamo interrogarci se questo sia giusto”.
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— ilbianconero (@ilbianconerocom) 24 maggio 2017
Agnelli dunque ha confermato di aver incontrato Dominello, figlio di un boss della ‘ndrangheta, ma ha confermato di non essere a conoscenza della ‘provenienza’ di Dominello. Secondo “Ilbianconero.com” venerdì sarà il giorno dell’udienza e intanto è stato nominato il collegio che difenderà i 4 dirigenti juventini deferiti: il presidente Andrea Agnelli, il responsabile della biglietteria Merulla, il security manager D’Angelo e l’ex capo marketing Calvo, oggi al Barcellona. Nessun dirigente bianconero è iscritto nel registro penale degli indagati.
Cosa rischia ad oggi la Juventus?
Gli imputati al processo sportivo sono accusati di aver avuto rapporti non leciti con gli ultras agevolando il fenomeno illegale del bagarinaggio. La Juventus non dovrebbe rischiare penalizzazioni. Il club potrebbe rischiare una multa molto salata mentre i dirigenti potrebbero essere inibiti per alcuni mesi. Le richieste del procuratore federale potrebbero tendere al massimo della pena perché la FIGC vuole lanciare un monito ai club che intrattengono contatti con tifoserie organizzate. La Juve non chiederà alcun rinvio e la sentenza potrebbe arrivare già lunedì prossimo, a pochi giorni dalla finale di Cardiff.