Scozzafava: “Napoli non è uscita bene, un appunto alla società: a luglio non sarà mai il 10 maggio”

Ecco alcuni stralci dell’editoriale di Monica Scozzafava, sulle pagine del Corriere del Mezzogiorno: “Dalle sue stesse istituzioni. Che poi si sono, subito dopo, esibite in ciò che sanno fare meglio: lo scaricabarile. Come già è avvenuto altre volte per vicende diverse. Il tira e molla tra Regione e Comune per i fondi destinati ai disabili che non arrivano mai è l’esempio forse più attuale. Che alla fine danneggia sempre «gli ultimi».

La vicenda di ieri va decontestualizzata dall’ambito calcistico, perché ciò che è accaduto davanti al San Paolo, con il calcio c’entra davvero poco. Attiene piuttosto alla gestione personalistica da parte delle istituzioni di tutto quanto sarebbe invece di interesse collettivo. 

E l’interesse sta nel confronto e nel dialogo. Nella collaborazione appunto istituzionale che non può limitarsi alla difesa dell’orticello del proprio palazzo. Non ne è uscita bene Napoli, non è stato opportuno negare il tempio di Maradona ai compagni di Diego, quelli che con lui avevano per primi esportato la città nel mondo. Il passato non è solo un ricordo, non è la memoria di medaglie e onorificenze. La storia è parte del presente, è la costruzione del futuro.

Quello scudetto, simbolo dei tanti primati che questa città oggi perde, doveva essere un vessillo da portare alto. Insieme e non separatamente. Invece è accaduto il contrario, la festa è stata rovinata; un’altra opportunità sprecata. Fascinoso aprire Palazzo San Giacomo e ricevere i campioni. Ma è stato un errore enorme non relazionarsi alla società sportiva per immaginare un tributo comune e rendere un grazie unico della città a chi per primo alla città aveva dato gloria. D’altra parte la società: bene organizzare la festa per Maradona, con Maradona, a luglio sul terreno di gioco del San Paolo, guardando lontano. Ma, per i tifosi e per gli artefici della storia della città, non sarà mai il 10 maggio”.