[TN] – Alternative in attacco: con un cambio Sarri ha spiegato la gerarchia tra Giaccherini e Ounas

Che fine ha fatto Emanuele Giaccherini? Aveva, per l’esattezza. Perché col Genoa s’è rivisto, anche solo per pochi minuti, nel finale di una gara che andava gestita e protetta. Sarri lo ha schierato in campo al posto di Insigne poco prima del novantesimo, s’è affidato alla sua esperienza ed è stato ripagato con tre (e più) minuti solo apparentemente banali. Giaccherini e Mertens hanno giocato la palla nei pressi della bandierina alla destra di Perin. Anziché affondare, hanno preferito temporeggiare, facendo scorrere il cronometro, permettendo ai secondi di divorare gli ultimi istanti di una gara dominata e poi, improvvisamente, in bilico. COMPRIMARIO. In stagione Giaccherini ha raccolto appena cinquanta minuti, pochi per chi fino a qualche anno fa era titolare in Nazionale dopo aver vinto scudetti con la Juve. Ma il Napoli è cresciuto, ha scoperto d’avere insostituibili, e ha costretto Giaccherini a vivere una stagione da comprimario (l’ultima) e quest’attuale da gregario, umile e disponibile, rassegnato a pochi spezzoni di partita da onorare come accaduto mercoledì sera contro il Genoa. Giaccherini s’è fatto trovare pronto ed è stato preferito al giovane Ounas. Sarri ha spiegato, con un solo cambio, che il talento algerino tornerà utile quando servirà rimontare o anche solo concludere una gara ormai già chiusa (col punteggio); Giaccherini, invece, sarà una pedina d’esperienza alla quale affidarsi nei momenti di difficoltà, l’usato sicuro che, sulla scorta di un passato felice, potrà contribuire ad un successo, ad un’impresa, o ad una semplice partita che sembrava ormai archiviata prima d’aprirsi, improvvisamente. Come col Genoa, nell’ultimo turno. PERMANENZA. Giaccherini è rimasto a Napoli nonostante la volontà di andar via per giocare di più, lecita ambizione – compresa anche dalla società – al termine di una stagione, la sua prima in azzurro, nella quale aveva collezionato appena diciannove presenze e solo due da titolare (con due gol). In estate tante società si sono interessate a questa ghiotta occasione di mercato, ma nessuna è riuscita ad approfittarne per l’alto ingaggio del giocatore o per altri svariati motivi, non solo tattici. Il club a lui più vicino è stato lo Sparta Praga di Stramaccioni, che lo aveva richiesto esplicitamente salvo poi virare sull’ex interista Biabiany. Nessun’altra squadra è riuscita a sfiorarlo, neppure in extremis, quando saltano le richieste ed ogni priorità s’accantona per favorire il buon esito dell’operazione. Giaccherini è rimasto al Napoli ed ogni giorno s’allena come se toccasse sempre a lui. Si metterà a disposizione dell’allenatore e condividerà coi compagni la rincorsa ad un sogno che, eventualmente, gli apparterrà al pari degli altri. Oltre il minutaggio.

fonte: tuttonapoli.it (Alternative in attacco: con un cambio Sarri ha spiegato la gerarchia tra Giaccherini e Ounas)