[TN] – Caccia i soldi ed i 170 milioni investiti da ADL

(di Arturo Minervini) – Fa parte ormai delle frasi di rito. Come il tizio che urla Ambo dopo aver estratto il primo numerino alla tombola. Così, quando in un discorso entra Aurelio De Laurentiis, accade puntualmente che qualcuno dica/urli/scriva ‘“Cacc ‘e sord” apostrofando il patron con quel nomignolo ormai caro a molti. È accaduto anche nella giornata di venerdì, con De Laurentiis impegnato in una diretta Facebook finalizzata a promuovere l’ultimo suo film natalizio. 

“Cacc ‘e sord”. A leggere il commento è Paolo Ruffini, che ha curato il montaggio degli spezzoni di Super Vacanze di Natale. Il comico toscano fatica a comprendere il senso delle parole, non certo De Laurentiis. Il patron d’istinto si alza dalla sedia e replica: “Forse loro non sanno che ci abbiamo messo in un anno e mezzo 170 milioni di euro” spiega De Laurentiis, evidentemente piccato dall’accusa ormai seriale.

Vero, il Napoli ha investito quella cifra. Vero, il Napoli ha incassato 90 milioni dalla cessione di De Laurentiis. Ma non è questo il punto. L’aspetto più interessante della questione è capire come sono stati investiti quei milioni e che tipo di resa hanno avuto sul campo. E qui, sicuramente, qualcosa non è andato per il verso giusto.

I due centrali del mistero. Lorenzo Tonelli, sulla schiena una bella etichetta con il prezzo: 10 milioni di euro. In stagione non ha visto mai campo, a gennaio ha già la valigia pronta ma chiaramente il suo valore si è dimezzato dopo quindici mesi passati nel dimenticatoio. Stesso reparto, destino più o meno simile. In questo caso l’etichetta dice: 26 milioni, il nome è Nikola Maksimovic. Anche per lui qualche comparsa in stagione, poi l’oblio. Anche lui a gennaio potrebbe chiedere di andare. È arrivato invece la scorsa estate Mario Rui, pagato 10 milioni di euro e ritrovatosi titolare dopo l’infortunio di Ghoulam. L’ex Empoli è in crescita e va aspettato.

In mediana i soldi investi in maniera migliore. Quei tre lì in mezzo, Zielinski, Diawara e Rog rappresentano il futuro. Classe ’94, ’97 e ’95 hanno ancora grandissimo margine di miglioramento. I primi due fanno parte stabilmente delle rotazioni di Sarri, il croato viene utilizzato sempre a gara in corso ed andrebbe valorizzato maggiormente. I circa 42 milioni investiti per questi tre ragazzi sono denaro in cassaforte, considerato che il loro valore è destinato ad aumentare.

La sfortuna di Arek. Il post Higuain era stato affidato a questo ragazzone arrivato dall’Ajax per l’importante cifra di 32 milioni di euro. L’inizio esplosivo, poi un tunnel lunghissimo, con giusto il tempo di una boccata d’aria prima di infilarne un altro ancor più buio. Il fato ha inciso in maniera determinante sino a qui sul rendimento di Milik, ma dalla sua parte c’è una carta d’identità che dice classe ’94 e che delinea un futuro ancora roseo. Senza dubbio quei soldi non hanno ancora portato grandi profitti sul campo, ma la colpa chiaramente non è di nessuno. Chi è ancora più giovane, per Sarri forse troppo, è Adam Ounas. Per il talento arrivato dal Bordeaux la società ha investito 10 milioni di euro ed i 123’ concessi da Sarri al ragazzo appaiono davvero una discrepanza importante, considerando costo e potenziale. In una situazione di emergenza in attacco, forse Adam poteva essere preso maggiormente in considerazione. Quella considerazione che, nei fatti, non ha più Emanuele Giaccherini, arrivato per 1,5 che in stagione ha totalizzato la miseria di 60’ sul terreno di gioco. 

Non serve la calcolatrice per rendersi conto che dei problemi in questo denaro investito ci sono stati. Giusto a questo punto valutare alternative e cercare di rimediare a qualche incomprensione, che fa parte del rischio del mercato. Portare avanti certe situazioni non è utile, a nessuna delle parti.

fonte: tuttonapoli.it (Caccia i soldi ed i 170 milioni investiti da ADL)