[TN] – Il Roma celebra Hamsik: “Si mette accanto a Maradona per condurre il Napoli alla sua era”
Il gol è vostro: Marek Hamsik ha dedicato ai tifosi la rete che l’ha proiettato alla storia. E’ arrivato allo stadio Grande Torino il sigillo numero centoquindici con la maglia del Napoli, la perla (lo è stata) che ha permesso al capitano azzurro di agganciare Diego Armando Maradona in vetta alla classifica di tutti i tempi dei bomber del Napoli. Un gol bello ed importante, quello del 3-0 alla squadra di Mihajlovic, accolto col sorriso dei giorni intensi, l’euforia contenuta di un capitano silenzioso il cui nome, comunque andrà, sarà legato sempre alla storia di questa società.
EMOZIONE. Ma esistono parole per descrivere sensazioni simili? Hamsik le ha trovate leggendosi dentro, rivivendo quanto accaduto in dieci anni d’amore, non solo di carriera, d’empatia sincera con una città che sente propria: "Aver raggiunto Maradona fa un effetto particolare, per un centrocampista sono tanti centoquindici gol. Siamo contenti per la prestazione e per la vittoria, anche se potevamo segnare altri gol, avendone sbagliati diversi soprattutto nel secondo tempo. Siamo tornati quelli di prima, pimpanti e brillanti. Essere primi già ora non so se sia un vantaggio, di sicuro ci darà maggior consapevolezza in vista del futuro. Lotteremo fino alla fine per lo scudetto".
PERCORSO. L’assist di Mertens è l’anticamera del trionfo. Il destro di Hamsik è chirurgico, imparabile per Sirigu. S’infila all’angolino, apre le danze della gioia, chiude una partita già ampiamente indirizzata e ne fa cominciare un’altra con lo slovacco assoluto protagonista. Hamsik festeggia con tutti, sfiora il cuore dove c’è il simbolo del Napoli, quindi indica i tifosi perché il gol è soprattutto loro, di chi c’era ieri e oggi, di chi l’ha difeso nelle difficoltà, di chi si riconosce
nella sua lealtà che stona con le abitudini di molti colleghi. Hamsik ha esultato al gelo, poco sopra lo “zero” del termometro di Torino, nel giorno esatto in cui il Napoli scavalca l’Inter e torna in vetta alla classifica, inseguendo quell’obiettivo che è anche un sogno. Il suo. Lo è diventato anno dopo anno, crescita dopo crescita, progresso dopo progresso. Nel 2007, quando fu acquistato giovanissimo dal Brescia, Hamsik non era ancora Hamsik e il Napoli non era ancora il Napoli. L’è diventato col tempo, attraversando epoche e protagonisti, accogliendo e poi abbracciando campioni ma legandosi solo alla fedeltà dello slovacco, unico testimone (con Maggio) di una scalata che potrebbe condurre gli azzurri a rivivere l’era di Maradona. Intanto Hamsik si “accontenta” di sistemarsi al suo fianco. Tra vent’anni, magari più o anche meno, quando
si racconterà ai più piccoli di Hamsik, ci si ricorderà di un ragazzo che s’è fatto uomo distante dalla propria patria, ma sentendosi a casa. Poteri del calcio.
fonte: tuttonapoli.it (Il Roma celebra Hamsik: “Si mette accanto a Maradona per condurre il Napoli alla sua era”)