[TN] – L’Angolo Sarrista – Fenomenologia di Mertens: quando la stanchezza non si fa sentire e i movimenti si sposano con il collettivo

Stanchezza di qua, stanchezza di là, noi non abbiamo mai avuti dubbi. Con l’Inter il Napoli aveva sfoderato la solita grande prestazione. Era mancato solo il gol, a Mertens invece un pizzico di brillantezza e lucidità in area di rigore, ma anche ai grandi giocatori capita di restare qualche gara a secco. Nemmeno il tempo dunque di riascoltare quel noioso ed impreciso refrain sull’inevitabile necessità di fare turnover che il belga ha deciso di riprendersi la scena con una prestazione semplicemente magistrale. Per questo oggi abbiamo deciso di invertire lo schema. Invece di analizzare la prova collettiva e successivamente addentrarci in quelle dei singoli, sviscereremo l’importante successo di ieri a Marassi partendo proprio dalla straordinaria prova di Mertens. #GenoaNapoli #LAngoloSarrista I 50 palloni giocati da #Mertens: centravanti completo a tutti gli effetti. Segni di stanchezza? Zero pic.twitter.com/D6uZgEoSej — Jacopo Ottenga (@JacopoOttenga) 26 ottobre 2017 Ecco a voi tutti i 50 palloni toccati da Dries Mertens: 36 passaggi, 4 conclusioni verso la porta, e 10 tocchi vari. La cosa che risalta maggiormente è la sua capacità di essere una continua spina nel fianco degli avversari pur stazionando costantemente fuori dell’area (vi entra praticamente solo per concludere). Inoltre dalla grafica si evince subito come il belga sia ormai a tutti gli effetti un attaccante completo, bravissimo a muoversi tra le linee, abile nel gioco di sponda, nel ripiegare e nell’andare a prendersi il pallone anche sulle fasce (scambiandosi di posizione con Callejon o un altro compagno) in modo da avere maggiore spazio di inventiva ed uscire dalle maglie difensive avversarie. Col Genoa però Mertens ha toccato molti più palloni del solito sulla trequarti campo. Una statistica estendibile anche a molti dei suoi compagni: non a caso le azioni sviluppate centralmente sono state quasi pari a quelle sviluppate a sinistra (generalmente il lato privilegiato, vera e propria fucina del gioco azzurro). Questo in virtù della ferrea marcatura a uomo a tutto campo voluta da Juric, soluzione dispendiosa che punta tutto su duelli uno contro uno e rischia, tra distanze eccessive e coperture mancate, di togliere alla squadra la giusta compattezza per affrontare una compagine organizzata come il Napoli. Per farla breve gli azzurri sono riusciti a costruire il gioco centralmente poiché hanno incontrato minori difficoltà in fase di palleggio. Lo dimostrano i dati: quella di ieri è stata la gara con più passaggi effettuati (902 contro i 396 rossoblu), con giocatori che hanno toccato vette rilevanti (Koulibaly 133, Chiriches 129, Hamsik 105, Insigne 102, Diawara 93, con percentuali di precisione che superano il 90%) #GenoaNapoli #LAngoloSarrista Il Genoa difende a uomo, gli azzurri creano spazi in mezzo. Insigne va lungo-Mertens viene incontro pic.twitter.com/Y09rLLavOl — Jacopo Ottenga (@JacopoOttenga) 26 ottobre 2017 In questa foto possiamo notare lo schieramento molto flessibile e cedevole del Grifone (una sorta di 4-5-1 con Laxalt a mo’ di terzino fisso su Callejon, mentre a destra Ghoulam ha tenuto Lazovic sempre piuttosto alto sulla linea dei centrocampisti). Hamsik si allarga sulla fascia portandosi dietro il marcatore Miguel Veloso, in mezzo c’è Insigne seguito da Izzo. Al Magnifico basta effettuare un semplice contro-movimento e scattare in profondità per scoprire il passaggio per Mertens, il quale già si è staccato da Rossettini e si muove incontro al pallone. In sostanza, non avendo di fronte il consueto e serrato blocco centrale da perforare (sapete che solitamente chi affronta il Napoli imposta la gara facendo densità in mezzo al campo), al Napoli è bastato far muovere i propri giocatori per far sì che i rispettivi marcatori li seguissero lasciando ampi spazi nel mezzo. Andiamo a vedere ora cosa succede quando Mertens riceve il pallone spalle alla porta in quella zona di campo. #GenoaNapoli #LAngoloSarrista Mertens e quel suo movimento da falso 9… pic.twitter.com/1SKccp4FMq — Jacopo Ottenga (@JacopoOttenga) 26 ottobre 2017 L’azione è molto simile alla precedente. Insigne e Hamsik sono piuttosto bassi, costantemente braccati dai rispettivi marcatori Izzo e Veloso, addirittura c’è anche Rigoni in raddoppio. Mertens esce sulla trequarti per farsi dare il pallone mentre Ghoulam si spinge in avanti a prendere il posto del belga seguito da Lazovic. Il belga vede con la coda dell’occhio la posizione molto stretta di Taarabt e l’invitante spazio libero sulla destra e la gira di prima con un tocco da regista per l’accorrente Hysaj creando così superiorità numerica su quella fascia. A quel punto Laxalt è costretto a staccarsi da Callejon ed attaccare l’albanese, mentre Zukanovic, lasciato da Juric senza marcatori diretti con il compito di raddoppiare e mettere una toppa in frangenti come questo, sale su Callejon lasciando però sguarnita l’area di rigore. Il Genoa talvolta ha provato a salire in pressing nella metà campo azzurra (a dire il vero sempre in maniera poco convinta) per cercare di bloccare o rallentare la manovra partenopea, ma il Napoli è stato bravissimo a volgere a proprio favore anche questo tipo di situazione. #GenoaNapoli #LAngoloSarrista Il Napoli attira il pressing per sfruttare in profondità la velocità di Mertens pic.twitter.com/QJUC0T4HiK — Jacopo Ottenga (@JacopoOttenga) 26 ottobre 2017 Il Napoli fa possesso all’altezza del centrocampo, in modo apparentemente sterile, attirando il pressing dei rossoblu e lasciando alto Mertens per cercare di scavalcare la difesa e prenderla in velocità. Ghoulam ha appena restituito il pallone ad Hamsik, Mertens ha già iniziato il movimento: fa finta di andare incontro e poi scappa in profondità. Il belga ha un altro passo rispetto a Rossettini, solo Zukanovic potrebbe provare ad impedirgli di andare indisturbato verso la porta difesa da Perin, ma fortunatamente per il Genoa il passaggio di Hamsik è impreciso. Il raddoppio però è solo rimandato e arriva su un’azione molto simile alla precedente, quando Mertens, scappato sul filo del fuorigioco sul lancio goniometrico di Diawara, controllerà poeticamente la sfera per infilarla rabbiosamente sotto la traversa. Insomma, la squadra che si muove in funzione del singolo valorizzandone le caratteristiche, e il singolo che responsabilizzato la trascina alla vittoria. L’ennesimo esempio di come nel Sarrismo singolo e collettivo siano sempre strettamente connessi.  

fonte: tuttonapoli.it (L’Angolo Sarrista – Fenomenologia di Mertens: quando la stanchezza non si fa sentire e i movimenti si sposano con il collettivo)