[TN] – L’Angolo Sarrista – La duttilità tattica di Hamsik: interno di centrocampo, vice-regista e anche esterno

Il Napoli chiude il 2017 con una vittoria di misura a Crotone che vuol dire titolo di Campione d’inverno, 99 punti e 0 sconfitte subite in trasferta nell’intero anno solare. Numeri impressionanti che i partenopei dovranno cercare almeno di eguagliare per mantenere la marcia della Juve e restare in cima fino alla fine. Veniamo ai numeri della gara: più del doppio degli avversari i passaggi completati (777 contro 314), 23 tiri a 5, agli azzurri è mancato solo quel secondo gol che avrebbe messo a tacere ogni tipo di critica riguardo a presunte sviste arbitrali.

Zenga ha schierato il suo 4-3-3 con Stoian e Trotta esterni d’attacco. Uno schieramento che però, almeno inizialmente, in fase difensiva si tramutava in un classico 4-4-2.

Stoian infatti retrocedeva sulla linea dei centrocampisti mentre Trotta e Budimir si disponevano sfalsati in modo da tagliare la linea di passaggio per il playmaker Jorginho. L’italo-brasiliano tuttavia è riuscito più volte a smarcarsi e a partecipare con assiduità alla manovra (ha chiuso infatti con ben 105 passaggi, in linea con le sue medie stagionali) e in quelle occasioni in cui proprio veniva tagliato fuori i due centrali partenopei si sono rivelati abili (nonostante un terreno di gioco pietoso) nell’andare velocemente sulle fasce, specie a sinistra, dove Insigne, Hamsik e Mertens sfondavano con facilità surclassando i malcapitati Faraoni e Rohden e approfittando degli imprecisi raddoppi di Barberis e Ceccherini.

Subito il gol di Hamsik i Pitagorici sono passati ad un 4-5-1 difensivo proprio per aggiungere un uomo a sinistra e rendere le cose più complicate al Napoli.

Il centrocampo a 3 molto stretto formato da Barberis, Mandragora e Rohden ha ingabbiato ulteriormente Jorginho costringendo Mertens, Hamsik ed Allan a farsi vedere tra le linee per sostituirsi a turno al regista partenopeo. Con l’aggiunta invece di Trotta a coprire il lato forte partenopeo, si rendeva necessaria una maggiore spinta di Hysaj, ma il terzino albanese, destro di piede e poco abile con il mancino, difficilmente riusciva a garantire alla manovra azzurra la profondità e l’ampiezza giuste per colpire.

Se Insigne con il passare dei minuti ha gradualmente accentuato il suo movimento ad accentrarsi per avvicinarsi all’isolato Mertens, Hamsik all’opposto si è attestato su posizioni molto più larghe del solito.

Questi sono i 105 passaggi effettuati da Marek Hamsik (l’azzurro inoltre più preciso: 86,7% di PP) e testimoniano la strabiliante duttilità tattica dello slovacco, capace di indossare le vesti di regista quando la sua squadra soffre l’asfissiante marcatura su Jorginho, di rivelarsi ancora una volta determinante in zona gol, ed improvvisarsi con successo sull’esterno per far fronte all’assenza di un terzino mancino e alla prestazione non proprio brillante di Insigne. Non a caso, a far spazio nella ripresa a Zielinski (un esterno adattato=poche ampiezza e profondità) questa volta non è toccato a lui ma al Magnifico. E infatti anche dopo l’ingresso del polacco Hamsik ha continuato a rappresentare la principale valvola di sfogo del gioco partenopeo a sinistra, sintomo di una condizione fisica davvero invidiabile e segno di grande personalità.

Eccolo qui in azione poco prima di calciare a giro sul secondo palo impensierendo Cordaz.

fonte: tuttonapoli.it (L’Angolo Sarrista – La duttilità tattica di Hamsik: interno di centrocampo, vice-regista e anche esterno)