[TN] – L’Angolo Sarrista – La vittoria di Allegri o la sconfitta del Sarrismo?

Una cosa è certa: l’ha vinta Allegri. Constatazione che ha il sapore di una beffa, proprio il principale detrattore del circo Sarrista è riuscito infatti a rovinare quello spettacolo sensazionale a cui siamo abituati. La gara però non lascia adito a dubbi, rispetto agli ultimi precedenti al San Paolo (sempre piuttosto incerti e equilibrati) ieri sera la Juventus ha ampiamente meritato di vincere. Lo dimostrano i primi 15 minuti giocati con personalità e spavalderia, le nitide occasioni da gol create e l’encomiabile attitudine di tutti i 14 bianconeri scesi in campo. Un segnale chiaro a contendenti ed illusi, come a voler dire: Siamo ancora noi la squadra da battere! Non abbiamo la certezza che il Napoli questa gara un mese fa l’avrebbe vinta 3 a 1 ma siamo sicuri al 100% che almeno un gol l’avrebbe siglato. La stanchezza c’è e si fa sentire, il tridente manca di brillantezza già da alcune settimane, le alternative al momento però non ci sono, e dicembre sarà un mese cruciale in cui occorrerà conquistare punti anche in gare sporche come quella della scorsa domenica ad Udine. Veniamo alla gara. Il tecnico livornese quest’anno ha la fortuna di poter contare su un giocatore tecnico ed esplosivo come Douglas Costa, capace di trasformare in pochi secondi un improbabile e macchinoso 3 vs 5 in un fulmineo contropiede da manuale (il gol di Higuain). Sapendo però che a fare la partita sarebbe stato il Napoli, per sfruttare le caratteristiche del brasiliano e in generale la straordinaria qualità del suo parco attaccanti la Juventus doveva necessariamente provare ad uscire dal basso. #NapoliJuventus I bianconeri provano ad uscire dal basso per poi colpire gli azzurri alle spalle della loro linea di pressione, #Hysaj non sale in pressing su #Asamoah e il Napoli è scoperto pic.twitter.com/IRwgZ45164 — Jacopo Ottenga (@JacopoOttenga) 2 dicembre 2017 Allegri ha optato per una difesa a 4 proprio per avere superiorità numerica sul tridente azzurro. Chiellini e Benatia si allargavano per favorire la discesa dei due mediani Pjanic e Khedira, mentre i due terzini De Sciglio e Asamoah restavano sempre piuttosto alti. L’obiettivo? Attirare il pressing del Napoli così da scompaginarne l’assetto per poi colpirlo alle spalle della linea di pressione. Nella foto Khedira non può fare altro che riniziare da Buffon, il quale effettuerà un passaggio lungo in direzione del liberissimo Asamoah (Hysaj è in ritardo, è troppo distante). La Juventus tra l’altro preferiva sviluppare il gioco a sinistra, sfruttando la posizione molto larga di Matuidi, proprio per lasciare dalla parte opposta Douglas Costa isolato e libero di attaccare lo spazio puntando Mario Rui. In sostanza bastava un pressing portato con i tempi sbagliati a rendere gli azzurri vulnerabili esponendoli ai pericolosi contropiedi dei talentuosi attaccanti bianconeri. L’impressione è che il Napoli non si aspettasse che la Juve provasse a giocare dal basso, e i primi 15-20 minuti di adattamento sono costati lo svantaggio. Il pressing poi è man mano migliorato in efficienza, organizzazione ed aggressività costringendo la Juve a forzare la giocata, e la scarsa abilità tecnica di Chiellini ha permesso ai partenopei di recuperare diversi palloni sulla trequarti che hanno però generato conclusioni da lontano perlopiù innocue. In fase di non possesso invece la Juve ha disputato la solita partita quadrata, disponendosi con un 4-4-1-1 molto stretto e compatto che ha compresso gli spazi nel mezzo per scongiurare le insidiosissime triangolazioni degli azzurri. #NapoliJuventus Il compattissimo 4-4-1-1 disegnato da Allegri ha costretto il Napoli a giocare sul proprio lato debole: il 42% delle azioni sono partite da destra (dato assolutamente inedito) pic.twitter.com/2ErW8RfwDc — Jacopo Ottenga (@JacopoOttenga) 2 dicembre 2017 Da questo foto si evince come il Napoli sia stato costretto a rinunciare al consueto gioco sul proprio lato forte e a sviluppare la maggior parte delle azioni sulla destra (ben il 42% delle azioni totali: un dato davvero insolito). Mentre infatti a sinistra le maglie juventine, intimorite dal maggiore tasso tecnico degli avversari, erano molto più ravvicinate, sulla destra la distanza tra centrale (Chiellini) e terzino (Asamoah) era molto più ampia, a dimostrazione di come la Juve non temesse gli scambi tra Hysaj, Allan e Callejon. In questo frangente Allan ha appena scambiato con Callejon e non ha la qualità per imbastire un’azione personale né la possibilità di servire compagni in zone calde. Jorginho gli va incontro ma, braccato da Pjanic e raddoppiato puntualmente da Dybala, non ha possibilità di girarsi e può solo scambiare di prima. La linea di passaggio per Mertens è chiusa, mentre Insigne prova ad avvicinarsi all’azione ma è immediatamente seguito da Khedira. A questo punto è Hysaj che prova a destabilizzare il compatto schieramento bianconero lanciandosi nello spazio. Allan, per non effettuare il solito passaggio cambia-tutto in orizzontale, prova a servirlo, ma Chiellini è lesto a chiudere. Un possesso azzurro dunque molto sterile. Per provare a scardinare l’ottimo fortino disegnato da Allegri il Napoli non aveva altra possibilità che quella di cambiare fascia con frequenza, sperando che i bianconeri in qualche circostanza perdessero le distanze, cosa che non è mai avvenuta. La Juventus in aggiunta è stata bravissima a togliere al Napoli anche l’altra arma adottata dagli azzurri in gare contro formazioni chiuse, ovvero i passaggi tra le linee, sulla trequarti. #NapoliJuventus Di solito in quella zona il Napoli fa faville, il fortino costruito da #Allegri per ora regge benissimo. Bisogna proseguire con il pressing alto e indurre i bianconeri all'errore pic.twitter.com/YxpGWrJz2x — Jacopo Ottenga (@JacopoOttenga) 1 dicembre 2017 Questi sono i passaggi effettuati dal Napoli del primo tempo. Un dato che evidenzia come il Napoli sia riuscito a giocare la sfera nella zona sopracitata esclusivamente quando sono stati i bianconeri a perderla in fase di uscita del pressing. Lo schieramento infatti molto compatto degli uomini di Allegri, con le linee a 4 di difesa e centrocampo estremamente ravvicinate, ha impedito a Mertens di proporsi tra le linee, e a Insigne ed Hamsik di inserirsi ed assistere il belga. Nel secondo tempo poi il Napoli ha alzato maggiormente i terzini per avvicinare le tre punte ma la scarsa brillantezza del tridente e le perentorie chiusure dei bianconeri sulle mezzali hanno impedito agli azzurri di trovare il pareggio. L’unico bianconero apparso a tratti in difficoltà è stato Khedira, più per un ritardo di condizione che per altro, ma i suoi compagni si sono costantemente sacrificati in ripiegamento per ristabilire l'impenetrabile disposizione tattica ogniqualvolta l'hanno visto in affanno. #NapoliJuventus L'encomiabile attitudine al sacrificio dei bianconeri: Khedira è in ritardo, Higuain ripiega per ristabilire la superiorità numerica a sinistra pic.twitter.com/LMoY2XnWEs — Jacopo Ottenga (@JacopoOttenga) 2 dicembre 2017 In questa occasione il Napoli, a seguito di un ennesimo cambio di gioco di Maggio, avrebbe finalmente un 2 vs 2 a sinistra, ma la lentezza della manovra permette ad Higuain di andare a prendere il posto dell’attardato Khedira e ristabilire la superiorità numerica sul lato forte azzurro. Ecco analizzato il capolavoro tattico di Allegri. Infine, a coloro che parlano di inefficienza del Sarrismo e di ennesima prova di maturità fallita vogliamo ricordare che è proprio questo sistema di gioco che sta consentendo al Napoli di stare lì in alto. Le solite critiche non costruttive che verranno spazzate via non appena Mertens e Callejon ritroveranno lo smalto perduto.

fonte: tuttonapoli.it (L’Angolo Sarrista – La vittoria di Allegri o la sconfitta del Sarrismo?)