[TN] – L’Angolo Sarrista – Mertens traccia una mezzaluna e ha un ruolo chiave: Jorginho disegna la parabola, Hamsik scrive la storia

Il Napoli a Torino ritrova la vittoria e le proprie certezze, riacquistando confidenza con quel gioco che gli sta permettendo di anno in anno di macinare punti e frantumare record. I granata si confermano una delle vittime sacrificali preferite, ancora una volta Mihajlovic non è riuscito a trovare delle contromisure adeguate e si è dovuto arrendere alla manifesta superiorità dell’armata condotta da Maurizio Sarri. Certo, il gol dopo pochi secondi di Koulibaly ha ampiamente facilitato le cose, ma le 8 nitide occasioni da gol create e i 12 tiri totali degli azzurri suggeriscono che la gara difficilmente avrebbe potuto prendere un’altra piega.

La ciliegina sulla torta è stata il tanto atteso gol di Marek Hamsik. Erano settimane che questo mortale stava insistentemente bussando alle porte dell’Olimpo, finalmente gli stipiti hanno ceduto.

Addentriamoci ora negli aspetti più propriamente tattici. Il tecnico serbo ha provato ad imbrigliare la manovra ospite con la solita forte densità centrale per indurre il Napoli a giocare sulle fasce. Il 4-3-3 di partenza si è quindi trasformato difensivamente in un chiaro 4-5-1.

Berenguer e Iago Falque avevano il preciso compito di abbassarsi sulla linea dei centrocampisti stringendo verso il centro salvo poi andare a prendere il rispettivo terzino ogniqualvolta il Napoli decideva di andare lungo l’out. A centrocampo invece Mihajlovic ha puntato tutto su pure marcature a uomo: Baselli-Jorginho, Allan-Valdifiori, Rincon-Hamsik. Una scelta piuttosto azzardata visto che il Napoli ha dimostrato più di una volta di andare a nozze contro reparti che marcano a uomo (ricordiamo ad esempio la gara contro il Genoa di Juric). Gli uomini di Sarri infatti hanno raggiunto ormai una consapevolezza di movimenti e meccanismi tale da riuscire a superare le linee difensive con una facilità estrema. È bastato infatti muovere i propri giocatori, allargare e stringere le maglie, per scompaginare l’assetto difensivo granata e trovare spazi micidiali in mezzo al campo.  

Il trio di centrocampo azzurro ha in pratica fatto muovere come burattini i propri marcatori, portandoli a posizionarsi in modo da lasciare sguarnito il centro del campo, mentre Mertens, con il suo classico movimento tra le linee, ha permesso al Napoli di arrivare praticamente in porta.

Il secondo gol ne è un perfetto esempio. Allan e Hamsik si allargano trascinando con sé Valdifiori e Rincon, il belga viene incontro a Jorginho invogliando N’Koulou a seguirlo mentre Zielinski scatta in profondità verso la porta. Il regista italo-brasiliano, sfruttando le consuete triangolazioni con i due centrali di difesa, riesce a liberarsi dalla marcatura di Baselli quanto basta per avere il tempo di alzare la testa e servire il polacco con una precisione goniometrica. Da notare nella foto tutti gli errori della linea difensiva del Toro: Burdisso accompagna il movimento in avanti del compagno di reparto camerunense pensando di azionare la trappola del fuorigioco ma non si avvede dell’incomprensibile posizione molto bassa di Molinaro e di quella di De Silvestri che resta a metà strada tra Zielinski e Hamsik (bravissimo a prendere alle spalle Rincon).

Passiamo ora al gol che ha permesso ad Hamsik di raggiungere a quota 115 quell’irripetibile genio del calcio mondiale di nome Maradona.

Mertens si muove nuovamente tra le linee ma questa volta, come in occasione dello splendido gol realizzato a Marassi contro il Genoa su assist di Diawara, scatta poi in profondità tra i due centrali (che hanno un passo decisamente diverso rispetto al suo) tracciando sul campo quella nota “mezzaluna” che ormai lo contraddistingue. Jorginho (che ieri avrà anche effettuato solo 51 passaggi, tutti però tutt’altro che banali) disegna un’altra parabola perfetta che il belga mette giù con eleganza per poi aspettare intelligentemente il taglio di Hamsik (Rincon se le perde di nuovo) il quale siglerà comodamente il 3 a 0.

Il folletto belga ieri ha mancato piuttosto clamorosamente l’appuntamento con il gol per ben due volte ma si è rivelato un’arma tattica ancora una volta preziosissima per i propri compagni. Anche nel secondo tempo infatti i suoi movimenti hanno contribuito a creare le occasioni più pericolose, quella in cui Zielinski ad esempio, servito da Allan dopo l’ottima discesa a sinistra di Mario Rui, ha calciato debolmente davanti a Sirigu, e quella in cui con un suo tocco ha spedito il mastino brasiliano a tu per tu con il portiere granata.  

fonte: tuttonapoli.it (L’Angolo Sarrista – Mertens traccia una mezzaluna e ha un ruolo chiave: Jorginho disegna la parabola, Hamsik scrive la storia)