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[TN] – Sacchi: “Juve da criticare per il suo gioco ed il chiudersi dopo i gol. Si difende tenendo l’avversario lontano!”

14 Febbraio 2018 13:10 Di redazione
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L’ex allenatore e CT Arrigo Sacchi si racconta a GianlucaDiMarzio.com

In questo momento quali allenatori e quali squadre Le piacciono di più? "Tutti quelli che cercano di giocarsi la partita in modo positivo, che credono nel proprio lavoro e lo dimostrano con i fatti, giocandosi la partita con un calcio offensivo, un calcio di dominio. Ce ne sono quattro o cinque. M’è dispiaciuto che sia andato via Sousa, che faceva parte di questo gruppo".

E Sarri? "Mah, Sarri (fa una lunga pausa, ndr)". Di Francesco. Poi dipende molto dal club in cui sei. Ci sono quelle che ti consentono di stare meglio o peggio. Però Eusebio è un altro di questi, che ha messo al centro del progetto la squadra, il gioco, la bellezza, le emozioni, i sincronismi, le collaborazioni, non solo la motivazione. Lei non sente mai parlare di gioco! Perché essendo un elemento astratto si pensa che non si a importante. Noi badiamo più ai piedi che al cervello, alleniamo più i piedi che il cervello. Lei pensi che abbiamo i neuroni che se non vengono allenati si atrofizzano!

La Juventus? Perché ha questa difficoltà a vincere le finali? C’è chi dice che non sia “abbastanza europea”. Perché? Perché siamo ignoranti noi. Molti giornali in questi giorni hanno messo tra le cose non buone del 2017 il secondo posto della Juve in Champions. Questa è ignoranza! È un’apertura mentale mediocre! Se riusciamo a concepire solo il primo posto siamo veramente degli ignoranti! La Juventus la puoi criticare per molte cose, perché non sempre il suo gioco è fluido, emozionante, non sempre è così generosa, fa goal e si chiude, non le interessa lo spettacolo, ma d’altronde lo dice anche il suo allenatore.

Però la Juventus ha fatto due secondi posti in tre anni. Non è bravo solo il primo! Sembra quasi che ci si vergogni del secondo posto. A me capita che mi dicano, ancora oggi: “Ah, peccato per quel secondo posto!”. Io mi arrabbio. E chiedo sempre: “Scusi, che lavoro fa Lei? Perché qualunque sia il Suo lavoro, Le auguro un giorno di essere il secondo nel mondo!”. Allora quello che m’ha fatto la domanda capisce aver detto una… E sta zitto.

C’è da essere ottimisti? Sì, ci sono squadre anche piccole, come l’Empoli di Sarri, il Sassuolo di Eusebio, l’Atalanta di Gasperini, che portano ottimismo al calcio italiano! Ho guardato i quarti di finale dell’Atalanta a Napoli: vincono due a zero, prendono un goal su un errore del portiere, mancano otto minuti alla fine. La nostra istintiva relazione da italiani sarebbe stata: catenaccio! Tutti dietro a difendere per quegli ultimi otto minuti. E invece loro attaccavano, tenevano la squadra alta, il baricentro lontano dalla loro porta, hanno aggredito il Napoli, che non usciva più dalla sua area: a me sembra sempre più difficile prendere goal se si tiene l’avversario a 50 metri dalla tua porta.

fonte: tuttonapoli.it (Sacchi: “Juve da criticare per il suo gioco ed il chiudersi dopo i gol. Si difende tenendo l’avversario lontano!”)

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